Non c’è tempo per la paura

Quando esamino la ragione per cui sono stato così attratto dai paracadutisti o, più precisamente, per cui riesco a tenere duro qui, arrivo alla conclusione che la ragione sia la difficoltà, Il bisogno di superare gli ostacoli e, soprattutto, l’opportunità di provare a me stesso che sono capace di fare ogni cosa richiesta qui, e anche molto di più se necessario.

A 18 anni, Yonathan torna in Israele e si arruola nei paracadutisti. In una lettera scritta ai genitori e ai fratelli in questo periodo descrive il suo addestramento.

Una volta ancora l’ordine è dato: “Attenzione!” e, per un momento, resto in piedi sulla porta, nella posizione di “pronto”, guardandomi intorno. Lontano, lontano laggiù in fondo c’è la terra. Qua e là, all’orizzonte, sono visibili aree sparpagliate di insediamenti che tratteggiano la terra con sfumature diverse. Davanti, proprio di fronte a me, ascolto il vento fischiare e lo sento raffreddare i palmi delle mani che sono già fuori. La mia testa è in alto e guardo dritto davanti a me. Il mio piede destro è dietro, pronto a dare la spinta che mi catapulterà nello spazio. Non c’è tempo per la paura.

Dopo il corso per comandanti e col titolo di caporale, Yoni si iscrive alla Corso per Ufficiali e, alla fine, sarà premiato da Yitzhak Rabin come miglior cadetto della compagnia. Il giovane riflette molto suo futuro tuttavia sa che deciderà di non restare nell’esercito un solo giorno in più del necessario. Intanto impara a conoscere il fascino del suo paese

Quando sei nell’ esercito e attraversi un Paese in lungo e in largo marciando, il tuo entusiasmo per la bellezza di un posto è in qualche modo messo da parte dal monotono incessante ritmo della marcia, dal sole cocente e dal sudore che cola sulla tua faccia e sul tuo corpo, dall’ asciuttezza della tua lingua riarsa e della tua borraccia quasi vuota, dal peso dello zaino sulle tue spalle e dall’ arma nella tua mano.

Pistola mitragliatrice Uzi. Un tipo di pistola Uzi era in dotazione a Yonathan Nethanyahu

La situazione di Israele va gradualmente peggiorando a causa degli attacchi dei terroristi arabi: non passa giorno senza che ci siano sparatorie, atti di sabotaggio, esplosioni di mine. In una lettera Yoni esprime il desiderio di rimanere in Israele per un poco di tempo, dopo il suo congedo dall’ esercito. Non sa che, a parte un breve periodo trascorso ad Harvard e un viaggio in Sud America e ancora in Canada e in Francia, ci resterà per sempre.

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Yonathan Nethanyahu, Lettere (con Introduzione di Michele Silenzi)

Informazioni su Velia Loresi

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