Pensare chi vogliamo essere

Combattere, per Israele, significa dover necessariamente vincere, pena l’annientamento: lo afferma Michele Silenzi, curatore della raccolta “Lettere”.

E per Israele, per vincere, nel 1976, durante l’Operazione Entebbe, muore il giovane Yonathan Nethanyahu mentre, a capo della Sayeret Matkal, un’unità dell’esercito israeliano, libera gli ostaggi israeliani tenuti prigionieri nella città ugandese di Entebbe da terroristi tedeschi e palestinesi.

Tomba di Yonathan Nethaniahu nel cimitero militare di Gerusalemme

Dalle lettere emergeva una sorta di romanzo epistolare di formazione di un giovane che, dopo essere stato plasmato dalla storia del proprio Paese, l’avrebbe a sua volta plasmato con l’eccezionalità della sua impresa e del suo carattere. Il cammino di un individuo, del tutto consapevole di sé e delle proprie capacità, come si può notare fin dalle prime lettere, ma che vive con profondità e drammaticità prima l’essere lontano da Israele e poi il suo ruolo all’ interno dell’esercito. (dall’Introduzione di Michele Silenzi).

Yoni trova la sua strada scegliendo di servire il suo paese combattendo: l’esercito è la sola cosa che può interporsi tra Israele e il massacro della sua gente.

Alcune riflessioni di Michele Silenzi meritano di essere conservate:

Israele, oltre ad avere tutti i canoni di un grande Paese occidentale in termini di libertà e diritti, poggia solidamente su questi valori che l’Europa ha rimosso o tende a rimuovere perché troppo impegnativi, soffocandoli dentro la rete del politicamente corretto e del solito senso di colpa verso tutto ciò che non è Occidente. (M. Silenzi)

Yonathan Nethanyahu (1946-1976)

Una figura come quella di Yoni rappresenta quello che anche noi dovremmo essere.

Il male si batte soltanto con un cosciente, per quanto drammatico, atto di violenza. Questo significa guardare in faccia la propria epoca con realismo e razionalità. Significa assumersi la responsabilità di agire su di essa e di plasmarla secondo quei valori che noi riteniamo giusti e da difendere. Per questo nulla è possibile, nulla si può fare, per questo niente cambierà finché non decideremo di smetterla di giocare con i buoni sentimenti e di tornare, con sguardo lucido e mente fredda, a pensare chi vogliamo essere. (M. Silenzi)

Le lettere sono state scritte da Yoni in momenti diversi della sua vita, negli anni dal 1963 al 1976. Per ogni periodo terrò per me un breve scritto del giovane eroe.

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Yonathan Netaniahu, Lettere (con Introduzione di Michele Silenzi)

Informazioni su Velia Loresi

I love Israel
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