Una storia ancora aperta

Le retate del 19 e 21 febbraio(1944) sono i colpi più grossi della banda. Da quel momento in poi è chiaro a tutti che non c’è scampo. La tragedia degli ebrei romani, cominciata il 16 ottobre, conosce altri sanguinosi capitoli, che dimostrano di cosa sono capaci Cialli Mezzaroma e la sua banda. La voce che ora lavora con loro una delatrice ebrea, Celeste Di Porto, crea addirittura il panico.

Riporto solo un episodio dei tanti narrati da Molinari, per ricordare di quali ignominiose, disgustose azioni si sono macchiate queste persone. Celeste Zarfati, commerciante ambulante, viene arrestata il 12 marzo. La figlia si rivolge a un altro ebreo, Cesare Di Consiglio, che conosce Roselli, sperando di riuscire a convincerlo a liberare la donna.

Roselli, al solito, finge di intavolare una trattativa, chiede 4000 lire, e poi arresta anche Cesare venendo a prenderlo il giorno dopo, assieme a un ufficiale tedesco.

I fascisti sono ovunque, e soprattutto nel Ghetto. Ci sono anche i “giusti” e le famiglie si salvano spostandosi da un’abitazione all’ altra. Moretto continua ad aggirarsi nel Ghetto, aiutato da brave persone.

Roma, Portico d’Ottavia

Moretto non è in rapporto con la Resistenza, e d’ altronde i partigiani non si interessano alla deportazione degli ebrei. Non esiste un solo tentativo di fermare i treni, oppure di liberare i prigionieri di via Tasso. Gli unici che fanno qualcosa sono alcuni preti (ma non tutti e non sempre) che nascondono i perseguitati, e tanti privati cittadini che mettono in gioco la propria sicurezza e quella delle famiglie pur di portare aiuto.

Moretto è solo, non ha una rete di protezione, non ha vie di fuga. Ma sfida Kappler e i suoi cani da caccia.

Poi il terribile racconto, dettagliato e preciso, di quelle terribili ore tra il 23 e il 24 marzo 1944 e la retata nelle strade del Ghetto dove viene arrestato tra gli altri anche Lazzaro Anticoli detto Bucefalo, tradito da Celeste Di Porto. La conclusione, per 79 ebrei è alle Fosse Ardeatine.

Porta San Paolo

Seguo le vicende di Pacifico che più volte sfugge ai persecutori grazie alla sua forza, alla sua abilità, alla sua intelligenza e, probabilmente, anche a un poco di fortuna. Fugge persino, il 24 maggio, da uno dei camion che portano gli ebrei a Fossoli. Il mese successivo combatte a Porta San Paolo.

Quando gli americani entrano a Roma, il Tempio viene riaperto. È il momento della rivincita ma ciò che è stato vissuto, non potrà più essere dimenticato.

L’orrore nazista è passato ma le minacce non finiscono mai: la sicurezza collettiva, per gli ebrei romani, è una storia ancora aperta.

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Maurizio Molinari-Amedeo Osti Guerrazzi, Duello nel ghetto. La sfida di un ebreo contro le bande nazifasciste nella Roma occupata

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Informazioni su Velia Loresi

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