Un bersaglio remunerativo

Roma, ottobre 1943. Rivivo sempre con sofferenza, (e non sono solamente parole, soffro ogni volta mescolando dolore e rabbia), le vicende degli ebrei durante l’occupazione tedesca della città. Mi limito, leggendo Duello nel ghetto di Maurizio Molinari e Amedeo Osti Guerrazzi, a conservare nella mia raccolta solo alcuni brevissimi brani che ritengo particolarmente significativi e assolutamente da trattenere nella memoria. O che rendono efficacemente l’idea di quella che era l’atmosfera di quei giorni.

Fuori della sinagoga si forma una lunga fila di persone in attesa di donare il proprio oro. Luigi Roselli e i suoi la osservano con soddisfazione.

“Te lo avevo detto. Guarda come si sono arricchiti durante la guerra, questi porci”.

“Ecco cosa accumulavano, mentre la gioventù italiana versava il proprio sangue in Africa e in Russia.”

“Altro che leggi razziali, altro che miseria…eccoli lì, vedrai che in poche ore riescono a raccogliere i loro bravi cinquanta chili d’oro, e magari di più.”

“Traditori giudei.”

Mentre scrutano chi si mette in fila, come sta andando la raccolta, negli occhi dei nemici di sempre degli ebrei si accende una luce di avidità.

Via Torquato Tasso 155, sede Comando tedesco, dove venne consegnato l’oro

Il comando tedesco ha ordinato di consegnare nella sede del Comando tedesco, in via Tasso 155, cinquanta chili di oro entro il 28 settembre. Moretto non si fa illusioni, capisce che i tedeschi non si fermeranno, cerca di convincere i suoi amici ad allontanarsi da Roma per unirsi ai gruppi della resistenza, molti sono inquieti al pensiero di abbandonare le famiglie ma alcuni lo seguono.

Theodor Dannecker, ufficiale delle SS, inviato dalla Germania per collaborare con Kappler alla cattura degli ebrei romani.

All’alba del 16 ottobre 1943, nella Piazza si scatena il caos.

Si rivivono le ore terribili della cattura degli ebrei attraverso il diario di Piero Modigliani, quello inedito di Ada Di Consiglio e quello del cattolico Carlo Trabucco; e ancora, ci sono le testimonianze di alcuni sopravvissuti raccolte dallo stesso Molinari o ricercate negli archivi.

Il 16 ottobre segna la memoria collettiva degli ebrei romani, catturati non solo attorno alla Piazza ma in ogni quartiere, anche i più periferici. Tutti hanno potuto vedere quanto stava accadendo.

Il 16 ottobre è anche una prova generale dei nazisti per capire quale può essere la reazione della popolazione italiana e del Vaticano alla liquidazione degli ebrei. E la prova va piuttosto bene.

I nazisti hanno compreso che non ci saranno grossi ostacoli alla soluzione del problema ebraico anche in Italia.

Gli ebrei diventano un bersaglio estremamente facile e remunerativo, che spinge la schiuma della società italiana a mettersi al soldo dei nazisti.

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Maurizio Molinari-Amedeo Osti Guerrazzi, Duello nel ghetto. La sfida di un ebreo contro le bande nazifasciste nella Roma occupata

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Informazioni su Velia Loresi

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