Giudii, Giudii!

Con la dichiarazione sulla razza o Manifesto degli scienziati razzisti comincia nell’estate del 1938 un periodo di persecuzioni, angherie, soprusi ai danni degli ebrei. Negli anni, gli atti di ostilità divengono sempre più frequenti e violenti. Maurizio Molinari in Duello nel ghetto racconta le vessazioni subite dagli appartenenti alla Comunità romana.

Ettore Roesler Franz, Interno del Portico d’ Ottavia

I rapporti personali si deteriorano in fretta, le comunità ebraica e cristiana che hanno sempre convissuto in armonia cominciano a guardarsi di traverso.

“Giudii, Giudii!” strillano i ragazzini del quartiere ai bambini ebrei che vanno a prendere l’acqua alla fontanella. E quelli scappano, inseguiti da una selva di insulti. L’aria è cambiata, le strade sono sempre più vuote e si sorride sempre di meno. Per la prima volta si sentono i bambini che litigando tra di loro si danno “dell’ebreo”.

Rivive la vicenda del piccolo Giovanni Astrologo allontanato dalla scuola nonostante il suo bel costume da moschettiere del Fascio appena fatto cucire. E la storia terribile del ricordaro Vitale dopo che ai commercianti ambulanti ebrei è stata tolta la licenza.

Ada Di Segni

Le leggi espellono gli ebrei dalla società italiana. Le vessazioni continue, i divieti assurdi, le spedizioni punitive hanno l’obiettivo di rendere loro la vita impossibile.

La verità è che per tanti “ariani” le leggi antisemite sono soprattutto una buona occasione per arricchirsi. Eliminare dei concorrenti, accaparrarsi una fetta di mercato prendendo i clienti degli ebrei sono occasioni ghiotte, e non solo per i commercianti. Ci sono medici, avvocati, professionisti, ma anche professori universitari o dirigenti politici che considerano l’esclusione degli ebrei come un’ottima occasione per far carriera, dando prova di straordinario cinismo.  

Nel ghetto si resiste a irruzioni, vandalismi, violenze. Le donne, (Giuditta Sermoneta, Ada Di Segni, le altre) fanno orgogliosamente, coraggiosamente la loro parte. Ma decenni di progresso civile e culturale vengono cancellati.

Il fascismo ha ottenuto quello che voleva: isolare il “nemico”, distruggere il processo di integrazione che dal 1870 ha portato la Comunità ebraica a far parte a tutti gli effetti della società italiana.

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Maurizio Molinari-Amedeo Osti Guerrazzi, Duello nel ghetto. La sfida di un ebreo contro le bande nazifasciste nella Roma occupata

Informazioni su Velia Loresi

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