Come uno speleologo

“Ecco…l’ébéniste c’est celui qui bénit, l’ébéniste è colui che benedice!”
Il maestro scoppiò a ridere e come sempre per compiacerlo il resto della classe fece lo stesso.
“Baharier, sei il solito asino!”
Mi sentii sprofondare nella pancia della terra. E in un certo senso, da quel momento in poi, ci rimasi per sempre.
Lì nacque la rabbia e la determinazione a fondare il mio pensiero con l’etimologia e l’energia che rendono peculiare ogni parola, lì germinò il desiderio di scavare sotto ogni parola per trovarne la sostanza o il vuoto, e a permanere in contemplazione, come uno speleologo in una grotta.

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Haim Baharier, La valigia quasi vuota

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