Arcipelago

…per chi conobbe Chouchani diventò impossibile ritornare indietro, ridiventare reduci e basta; ce lo si poteva togliere dalla memoria, come successe a me, ma il dna spirituale era già scalfito.

Mentre scrivo capisco che anche isole sparpagliate, se concedi loro il nome d’arcipelago, si fanno vicine e sagomano un solo corpo.

Pungola la mia coscienza la sensazione di un comune destino: di un’illuminazione reciproca tra i reduci e Chouchanì, e di un’illuminazione reciproca tra il mondo parigino di Chouchanì e noi, uomini di sempre.

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Haim Baharier, La valigia quasi vuota

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