Tragitto inverso

Chouchani non va interpretato troppo, è la sua stessa vita che ci insegnava, e ci insegna.

A onor del vero, interpretare è il mestiere che credo di saper fare meglio: concentrarmi sul testo biblico, scassinarlo e trafugarne l’interpretazione innovativa, adatta al tempo nuovo. L’ultima consapevolezza regalatami da Chouchani non mi obbliga a tacere, anzi. Come dal testo biblico ho sempre cercato di trarre vita, con lui compirò il tragitto all’ inverso: dalla sua vita trarrò il testo.

Dunque, dal Marais in poi, ho scritto speditamente, senza indugi. Ho colmato i vuoti e le carenze con ricordi personali, coevi e non, e alcune considerazioni.

Se poi qualche interpretazione mi fosse caduta nel testo, si perdoni l’ermeneuta, che perde il pelo ma non il vizio.

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Haim Baharier, La valigia quasi vuota

 

Queste parole avrei voluto sottolineare dopo aver ascoltato la lezione di Haim Baharier tenuta in una sala totalmente immobile e avvolta in un silenzio irreale.

All’inizio, canti e batter di mani e poi ha dominato su tutto solo la parlata dal forte accento francese dello studioso che, con la sua kippà nera leggermente di sghimbescio e i nomi detti in ebraico, ha conquistato anche Recalcitranti che, con quasi obtorto collo, mi aveva accompagnato a teatro.

Nel silenzio non ho osato più muovermi per cercare nella borsa una matita e un foglietto e prendere appunti, come ha fatto una ragazza davanti a me, che ho molto invidiato e che ha scritto per tutta l’ora.

Uscita al sole, alla fine dello spettacolo, ho pensato che non avrò molte altre occasioni per sentir parlare della Bibbia in quel modo, ma che, tutto sommato, ero stata fortunata ad aver avuto quest’occasione, una possibilità che difficilmente si ripeterà, e la giornata poteva proseguire bene.

Informazioni su Velia Loresi

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