The only possible connection

The only possible connection between the Holocaust and the international legislation on human rights is the Convention on the Prevention and Punishment of the Crime of Genocide.

L’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò la Genocide Convention il 9 dicembre 1948, il giorno prima della proclamazione della Universal Declaration of Human Rights. Vi si affermava che “genocide is a crime under international law which the contracting states undertake to prevent and punish”. Si può trovare qui l’unico collegamento tra la Shoà e uno strumento  internazionale in grado di stabilire un patto tra i vari stati al fine di prevenire simili eventi.

 La Genocide Convention focalizzava l’attenzione sulla protezione delle minoranze razziali, etniche, religiose dagli attentati alla loro esistenza.

Sfortunatamente essa rimase ben lontana dagli obiettivi di prevenzione e punizione che si era prefissata, il suo scopo  non fu che la semplice registrazione della denuncia.

Nel 1993, la Vienna Declaration and Program of Action on Human Rights, approvata successivamente nel 2005, non conteneva alcun riferimento concreto agli abusi sui diritti umani che avvenivano in ogni parte del mondo. Vi veniva semplicemente affermato che ogni stato ha la responsabilità di proteggere la propria popolazione dai crimini di genocidio e pulizia etnica.

idi-amin

Idi Amin, responsabile della morte di migliaia di ugandesi, protetto in Arabia Saudita sino alla fine dei suoi giorni.

Una strana contraddizione è presente nella Vienna Declaration. Nel paragrafo 14, si dice che i diritti umani non necessariamente possono essere considerati uguali e affrontati nella stessa maniera in ogni parte del mondo, in quanto si deve tener conto della cultura e civiltà esistenti nei diversi stati.  

…human rights are not necessarily conceived the same way in different places of the world, or, as Aristotle said, “the things which are just not by nature but by human enactment are not everywhere the same, since constitutions also are not the same”.

But in paragraphs 119 and 120, the hyperbolic and fanciful document states that human rights “belong to the universal and indivisible core values and principles of the United nations” and that “the universal nature of these rights and freedoms is beyond the question”. And paragraph 121 reaffirms that “all human rights are universal, indivisible, interrelated, interdependent and mutually renforcing”.

Attualmente, gli stati non hanno difficoltà a firmare convenzioni e proclami sui diritti umani la cui violazione non comporta alcuna conseguenza. La conclusione di tutto ciò è terribile.

Sudanese President Omar al-Bashir waves to the crowd during his visit to the Northern Kordofan town of El-Obeid to address a rally of freshly-trained paramilitary troops on April 19, 2012. Bashir vowed on April 19, to teach "a lesson by force" to the South Sudanese government over its seizure of the north's main Heglig oil field. AFP PHOTO / EBRAHIM HAMID (Photo credit should read EBRAHIM HAMID/AFP/Getty Images)

Omar Hassan al-Bashir, presidente del Sudan, accusato di crimini di guerra e genocidio nella regione del Darfur.

The Universal Declaration of Human Rights has not brought any improvement to the situation oh humanity.

It is a total failure.

++++++++++++++

 Jacob Dolinger, The case for closing the UN. International Human Rights . A Study in Hypocrisy

the-case-for-closing

Informazioni su Velia Loresi

I love Israel
Questa voce è stata pubblicata in JACOB DOLINGER, The Case for Closing the UN. International Human Rights - A Study in Hypocrisy. Contrassegna il permalink.