Des étincelles d’espoir

Mischa Aznavourian e sua moglie Knar erano amici di Missak e Mélinée Manouchian, anche loro di origine armena e sopravvissuti al massacro del 1915. Missak è il comandante del gruppo dell’ “Affiche rouge” o “Gruppo Manouchian”, sarà arrestato la prima volta nel giugno 1941 e liberato tre mesi dopo.

Il Gruppo Manouchian è divenuto il simbolo della lotta antinazista. Da parte francese il gruppo è presentato come partecipante alla lotta francese contro il nazismo e l’occupazione tedesca. Gli armeni presentano il gruppo come esempio di eroismo, Manouchian è considerato un eroe della resistenza armena al nazismo e al fascismo; il terzo racconto è quello ebraico: nella memoria israeliana della Shoà, gli eroi dell’Affiche Rouge sono del tutto sconosciuti e quasi niente è stato scritto su di loro in ebraico. Così come non sono conosciuti gli eroi della resistenza in Polonia o quelli del ghetto di Varsavia: posso ben comprendere i motivi di questo fatto, anche se non intervengo nella querelle.

L’”Affiche Rouge” o “Gruppo Manouchian” era il nome di un gruppo comunista clandestino legato alla resistenza contro i nazisti, il MOI, cioè Main d’Oeuvre Immigrée. Gli immigrati erano suddivisi in gruppi a seconda della loro lingua.

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I membri del Gruppo Manouchian, dal nome del suo capo Missak Manouchian, vennero catturati il 16 novembre 1943, processati da un tribunale militare tedesco e condannati a morte. Vennero fucilati nella fortezza del Mont-Valérien il 21 febbraio 1944. I tedeschi pubblicarono il loro nome e le foto  sui muri di Parigi e in tutta la Francia in quello che viene chiamato “L’Affiche Rouge”. Tra i 23 condannati, dodici erano ebrei, tutti avevano il viso deformato dalle selvagge torture subite.

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Libérateurs?…Si des français pillent, volent, sabotent et tuent…ce sont toujours des juifs qui les inspirent.

Ovviamente non condivido tutto quello Yaïr Auron afferma nel suo libro, anzi sono convinta che alcune sue affermazioni siano decisamente sbagliate, per esempio quando parla del razzismo nella società israeliana. Ma non spetta certamente a me parlarne, anche se la mia posizione è stata sempre chiara.

Mi interessa qui sottolineare il contributo che i genitori del cantante Charles Aznavour, Mischa e Knar, hanno dato alla resistenza contro il nazismo. E il sacrificio di  alcuni giovani ebrei nel Gruppo Manouchian: Léon Goldberg, Marcel Rajman, Josef Boczov, Szalma Grzywacz, Mojsze Fingercweig, Thomas Elek, Willy Szapiro, Emeric Glasz, Olga Bancic,Wolf Wajsbrot, Robert Witchitz, Jonas Geduldig.

Conservo alcune note dell’autore.

Le défunt juge Moshe Beijski, qui a développé le comité des Juste Parmi les Nations à Yad Vashem, a souligné plus d’une fois que chaque acte de sauvetage est unique (dans les circonstances, les motifs, le danger) et qu’il faut considerer chaque cas comme un cas unique.

Beijski a également souligné qu’à côté de l’obligation d’attribuer le titre seulement à qui le mérite, il ne faut pas en priver celui qui y a droit. Les Aznavourian ont droit  ° ce titre! Il faut reconnaître et honorer l’humanité, l’espoir. Comme le dit Beijski, “trouver la lumière, et dans l’obscurité absolue, trouver des étincelles d’espoir”.

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Yaïr Auron, Sauveurs et combattants

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