Antisemitism is thought, emotion, speech, action, inaction

Antisemitism is many varieties of prejudices against Jews, with diverse dimensions and components, including its varied sources, its many manifestations, and the many different actions it leads its bearers to contemplate and undertake.

Antisemitism is thought. It is emotion. It is speech. It is action. It is inaction.

Antisemitism exists and can be identified if any of these in an anti-Jewish form are present, and a person is antisemitic if he has or engages in any of them.

L’antisemitismo è il pregiudizio contro l’ebreo ritenuto possessore di qualità negative o indesiderabili: l’animosità va da una blanda avversione fino ad un odio intenso. Si tratta di un fenomeno complesso che può essere esaminato partendo da alcuni dei più accaniti antisemiti.

1-horst-mahler                                                Horst Mahler
Horst Mahler, avvocato tedesco, afferma che lo sterminio sistematico degli ebrei è una bugia, che Hitler è il salvatore, non il giusto della Germania e che l’influenza degli ebrei nel mondo giustifica comunque il loro assassinio di massa.

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                                                Norman Finkelstein

Norman Finkelstein, storico americano, antisraeliano, manifesta il suo antisemitismo in parte negando la Shoà, in parte descrivendo Israele come un paese nazista. Egli accusa gli studiosi della Shoà (compreso lo stesso Goldhagen) di essere inventori delle considerazioni che fanno nei loro libri. Ha scritto “Holocaust studies”, definisce Israele erede del nazismo. Se il mondo vuole la pace, un paese solo, Israele, Gengis Khan con il computer, cerca la guerra.

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                                                   Hassan Nasrallah

Hassan Nasrallah, leader di Hezbollah, divenuto famoso nel corso della guerra in Libano nel 2006, afferma con una sicurezza del tutto priva di dubbi che gli ebrei hanno inventato la leggenda delle atrocità naziste.  Suo intento è persuadere del pervertimento morale degli ebrei, gli esseri più vili e avidi sulla terra, discendenti di scimmie e maiali, e della necessità di eliminarli dal Medio Oriente. “O Allah, please, Clean This World From Jewish Contamination”.

Nel loro libro “The Israel Lobby”, John Mearsheimer e Stephen Walt ammantano di rispettabilità accademica – “We teach at Chicago and Harvard” – la loro invenzione antisemita della Lobby Israele, nella quale includono o delegittimizzano chi, in vari modi, supporta quel paese. Inoltre, per loro, gli ebrei cospirano per obiettivi scellerati, muovono le leve dietro la scena, scatenano le guerre. I due autori, con toni inquietanti, mettono in guardia contro il potere di Israele.  Si rifanno alle idee di Gilad Atzmon, musicista jazz nato in Israele, il quale traccia un collegamento tra famosi ritratti antisemiti della letteratura (Fagin, usuraio, e Shylock, mercante assetato di sangue) e gli ebrei di oggi. In un eccesso di odio delirante, Atzmon accusa gli ebrei di usare la Shoà come licenza per uccidere.

Martin Peretz, proprietario di New Republic, è autore di un libro sulle cause della guerra in Iraq, in cui Donald Rumsfeld e Karl Rose, principale stratega di George Bush, vengono menzionati pochissime volte. Ancor meno viene ricordato Dick Cheney.

Per Peretz, sia Cheney che Rumsfeld, Colin Powell, Rose, lo stesso Bush potevano essere ingannati da un gruppo di ebrei nello scatenare una terribile guerra che altrimenti non avrebbero voluto.

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                                                     Helen Thomas

Helen Thomas, capo ufficio stampa della Casa Bianca, ha espresso i suoi veri sentimenti quando, nel 2010, ha affermato che il Congresso, la Casa Bianca, Hollywood, Wall Street appartengono ai sionisti.

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                                                    Mel Gibson

Mel Gibson, famoso per il film “La passione di Cristo”, fermato a Los Angeles da un poliziotto mentre guidava in stato di ubriachezza, ha affermato di essere perseguitato dagli ebrei: “Fucking Jews…the Jews are responsible for all the wars in the world”. In privato, è solito chiamare gli ebrei con epiteti ingiuriosi.

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John Galliano. In questa triste galleria di antisemitismo, Galliano non è da meno degli altri. Una volta afferrò per i capelli la direttrice di una galleria gridando: “Dirty Jew face, you should be dead…shut your mouth, dirty bitch, I can’t stand your dirty whore voice”.

 John Galliano, stilista di Dior, nel 2011, rivolgendosi a un gruppo di donne che credeva fossero ebree,  ha detto: “I love Hitler…People like you would be dead. Your mothers, your forefathers would all be fucking gassed and dead”.

Across Europe in this ninetheen and twentieth centuries, antisemitism   became a powerful political ideology and mobilizing  force for nationalism and within the domestic politics of many countries, from Russia, Ukraine, and Poland to Germany and France. Major political and cultural thinkers from the left to wright  -including Karl Marx, Immanuel Kant, Voltaire, Georg Wilhelm Friedrich von Hegel, -and Richard Wagner- and countless politicians and political pamphleteers and agitators were preoccupied with the place and dangers of Jews in their countries and the world at large.

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Daniel Jonah Goldhagen, The devil that never dies

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Informazioni su Velia Loresi

I love Israel
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