Come i gradini di una scala

 Nel gennaio del 1075, Miche Debré, ex Primo ministro del Presidente De Gaulle, non vota il disegno di legge che approva l’aborto in Francia. Debré, dice Éric Zemmour nel suo libro Il suicidio francese, non prende in mano il crocifisso ma la calcolatrice. E quando le femministe promettono che l’aborto è una soluzione provvisoria e che presto sarà sostituito dalla pillola, ride amaramente.
Michel_Debré ex Primo ministro di De Gaulle Michel Debré

Dopo quarant’anni, tenendo conto del numero annuale di aborti effettuati, si contano otto milioni di vite francesi perdute. L’ICV (Interruzione Volontaria della Gravidanza) rappresenta, per Zemmour, uno dei simboli della rivoluzione individualista, consumistica e femminista del Maggio ’68.

…rimangono le problematiche demografiche, messe sotto il moggio da una gioventù che privilegia l’attimo. È l’immigrazione che le regolamenterà.

Nessuno lo ammette ancora, ma tutto il mondo ci pensa. A destra come a sinistra e al centro. Pompidou ha fatto arrivare milioni di persone nelle fabbriche francesi. La crisi petrolifera arresta questo flusso migratorio incessante. La logica avrebbe voluto che si innescasse il reflusso. È in questo modo che la Repubblica si è comportata in occasione di ogni crisi economica per proteggere il posto di lavoro “autoctono”. Non se ne fa niente. La destra come la sinistra.

Prima fondamentale rottura. Si vocifera che sia per ragioni umanitarie. Ma c’è chi si spinge oltre: si decide il “ricongiungimento famigliare” per avvicinare le famiglie separate sulle due sponde del Mediterraneo. Seconda contraddizione francese: la famiglia tradizionale di ceppo francese deve inchinarsi, in nome del “progresso”.

 HLM

HLM (Abitazioni ad Affitto Moderato), prefabbricati sorti alla periferia di alcune città francesi per ospitare lavoratori provenienti dai paesi dell’Africa settentrionale e orientale

Donne e bambini vengono allontanati dalle loro tende per raggiungere in estate mariti e figli che appena conoscono. Devono essere educati a servirsi di una penna, della lavatrice, a seguire i bambini a scuola. C’è bisogno di nuovi alloggi HLM e ben presto i servizi sociali sono in grande difficoltà. Un disastro. Nel 1978 viene istituito un rimpatrio assistito, un assegno di 10000 franchi per gli stranieri che vogliono ripartire con le famiglie. Partono spagnoli e portoghesi, gli arabi restano.

Spiriti semplici e in buona fede credevano allora che le parole fossero quasi sinonimi, che si trattasse di una triade progressiva, inserimento, integrazione e assimilazione, come i gradini di una scala che si percorrono uno dopo l’altro senza poter mai ridiscendere. Si scoprirà con l’esperienza che l’integrazione non è il prerequisito dell’assimilazione, ma bensì il suo esatto opposto; addirittura il suo avversario irriducibile; il progredire dell’integrazione distruggerà ogni possibilità di assimilazione fino all’ estinzione di questa a vantaggio dell’altra.

Il ricongiungimento familiare viene istituzionalizzato su larga scala, la cultura d’origine viene trasmessa dalle madri. Il presidente algerino Boumediene afferma: “Saranno le nostre donne che ci daranno la vittoria con il loro ventre”.

Auguste Comte aveva previsto un secolo prima: “I morti governano i vivi”. Una concezione conservatrice e olistica che si oppone punto per punto a quella, progressista e individualista che regna oggi più che mai e che crede nella libertà assoluta dell’individuo di decidere da solo e in piena libertà su tutto, della donna di decidere da sola se occuparsi o meno del figlio, dell’immigrato, questo cittadino del mondo, di decidere da solo e in piena libertà di risiedere dove più desidera.

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Éric Zemmour, Il suicidio francese

Il suicidio francese

 

 

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