Come dicono

Sarebbe molto difficile e complicato, pur se assai interessante, seguire il percorso che, dai tempi del gollismo ad oggi, disegna l’incontro, il ritrovamento di punti in comune tra capitalismo e omosessualità. La posizione di Éric Zemmour è molto chiara. Mi interessa, qui, fissare solamente qualche osservazione dell’autore che mi pare particolarmente degna di essere annotata.

Prima della Seconda Guerra mondiale c’era in Francia una libertà maggiore nel trattare questi temi. Tuttavia con la sconfitta del 1940, col governo di Vichy e  con quel  malizioso gioco di parole che circola, “Le donne francesi offrono il loro cuore ai vinti (ma, si sottintende, subiscono il fascino del vincitore), la Francia inizia ad indagare sulle cause della sua umiliazione.  L’omosessualità diventa un bersaglio e, anche se, per la verità, gli omosessuali non sono perseguitati, regna, negli anni ’50 e ’60, la virilità gollista.

d-bowieDavid Bowie impone tra i cantanti la moda dei tacchi alti e del trucco.

Ma ecco le nuove generazioni: si affermano divi come David Bowie e bellezze androgine come Jane Birkin e Francoise Hardy. Nel 1972, Charles Aznavour canta “Comme ils disent” in cui un uomo si innamora di un giovane che passa il suo tempo con le donne.

Come in Proust e in tutta la letteratura gli amori omosessuali sono senza speranza. Eppure questa canzone viene presentata da più di quarant’anni come una liberazione, un’incredibile trasgressione dei tabù, un elogio della differenza, della tolleranza, per dei ragazzi che non hanno nulla di cui scusarsi perché è la natura la sola responsabile se sono un omo come dicono.

L’omosessualità trionfa assieme ad una decisa evoluzione del capitalismo. Il vecchio patriarca è messo da parte. Emerge, negli anni ’70, la necessità di nuovi consumatori, ed ecco  gli slogans dei giovani del ’68 che invitano all’ edonismo. L’uscita al sole dell’omosessualità è insieme un grande affare commerciale e un’arma contro la famiglia patriarcale e la repressione autoritaria.

Torno ad Aznavour per un’osservazione che trovo interessante. Zémmour,  mettendo in evidenza questa strana alleanza sorta tra estrema sinistra e mercato e realizzatasi  per mezzo dell’emergere dell’omosessualità, accenna a un cambiamento dei termini, significativo poiché indica anche un avvenuto cambiamento di mentalità.

La lobby gay nel corso degli anni guadagnerà in visibilità. Condurrà vittoriosamente la battaglia semantica; Aznavour aveva contribuito alla sostituzione di pederasta con omo, meno offensivo; ma omo, ancora troppo “discriminatorio” verrà rimpiazzato da gay, più lusinghiero: Good as you.

La rivendicazione di un’uguaglianza diventa qui un’evidente  dimostrazione di potere. I maestri impongono sempre i loro termini.

Non potendo più riprodurre il video di Charles Aznavour, riporto il testo della canzone “Comme il disent”

Le travail ne me fait pas peur
Je suis un peu décorateur
Un peu styliste
Mais mon vrai métier
C’est la nuit
Où je l’exerce travesti
Je suis artiste

J’ai un numéro très spécial
Qui finit a nu intégral
Après strip-tease
Et dans la salle je vois que
Les mâles n’en croient pas leurs yeux
Je suis un homme, oh!
Comme ils disent

Vers les trois heures du matin
On va manger entre copains
De tous les sexes
Dans un quelconque bar-tabac
Et là, on s’en donne a cœur joie
Et sans complexes
On déballe des vérités…

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Éric Zemmour, Il suicidio francese

Il suicidio francese

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