L’ abbraccio sorridente

Una considerazione  tra le tante che propone Edith Besozzi nel suo libro “Sono sionista”, si tratta di qualcosa che mi colpisce in modo particolare e mi fa male non comprendendolo: l’atteggiamento del papa in tante diverse situazioni.

L’autrice ci mostra il papa in preghiera davanti al muro, il kotel, che serve di protezione contro gli attentati terroristici, e poi fa alcune riflessioni riguardo la Messa celebrata davanti all’immagine di Gesù Bambino avvolto nella kefiah.

Dire messa davanti a un’immagine di quel tipo significa dare legittimità all’ ennesimo travisamento della storia giocato sulla pelle di un ebreo, Gesù appunto, che, come in passato, è stato usato per legittimare la persecuzione e lo sterminio del suo stesso popolo grazie alla balla del deicidio. Oggi, attraverso quel gesto così preciso e inequivocabile, viene utilizzato per legittimare una nuova spaventosa bugia: Gesù era palestinese e la sua sofferenza è vissuta e conosciuta dal popolo inventato nel 1964 dalla Lega Araba! Tutto ciò con la precisa funzione di legittimare ancora una volta lo sterminio del popolo ebraico.

L’ultima immagine, che sento come una pistola caricata e puntata alla mia tempia, è l’abbraccio sorridente tra lo stesso uomo protagonista delle precedenti immagini e Abbas, un terrorista che sta facendo tutto il possibile per nutrire le persone che neppure lo hanno eletto (ricordo che il suo mandato è scaduto molti anni fa) con la peggiore propaganda antisemita e antigiudaica, che, come il suo predecessore Yasser Arafat, ha sempre fatto il possibile per fingere di negoziare e portare avanti contemporaneamente la crescita della fame e dell’odio nella sua gente, così che questa restasse la più feroce e disumana arma puntata contro Israele e contro tutti gli ebrei del mondo.

Un abbraccio sorridenteVedere in televisione il papa abbracciato ad Abbas è stato qualcosa che ancora non riesco a  capire  e che mi fa male.

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Ariel Shimona Edith Besozzi, Sono sionista

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