Nemico comune: l’ebreo, Israele

Stranamente chi sostiene la causa palestinese legittimando il terrorismo islamico ha comportamenti molto violenti sia nel corso delle manifestazioni sia negli scritti, dimostra fortissima aggressività sia fisica che verbale, si definisce pacifista ma i suoi modi e i suoi contenuti sono aggressivi, arrivando sino ad atti di vandalismo oltre alle usuali bandiere bruciate, evidenziando un risentimento e un odio nei confronti di Israele e degli ebrei che è evidentemente radicato dentro di loro, che prescinde dalla situazione contingente.

Per lo più, nella mia esperienza, questi sono parte di una marginalità, si sentono esclusi o escluse dalle scelte politiche portate avanti dai propri Stati, fanno parte spesso di una sinistra extra-parlamentare agonizzante o di una estrema destra altrettanto moribonda, nell’ evidente disperato tentativo di ricompattare ognuna le proprie fila (quale evidente similitudine tra le due!) attraverso la modalità classica del nemico comune: l’ebreo, Israele.

Una quieta possente bellezza

Una quieta, possente bellezza

Il  quieto, limpido ragionamento di Ariel Besozzi è sostenuto da una profonda, incrollabile fede: c’è, nelle sue parole, una pacatezza piena di forza che mi avvicina ancora di più alla causa di Israele e del suo popolo perseguitato.

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Ariel Shimona Edith Besozzi, Sono sionista

Sono sionista

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