Tornare a Gerusalemme, tornare a me stessa

Il libro è stato pubblicato poco tempo fa, si tratta di “Sono sionista” di Ariel  Besozzi. Mi limiterò, dunque, nel porre anche quest’opera nella mia biblioteca, a conservarne solo uno o due brevi brani, tra i più belli, senza aggiungere nulla. Sperando di non fare cosa sgradita all’ autrice, e, soprattutto, di non violare, in questo modo, i diritti d’autore.

Immagine di forza e serenità

Un’immagine di serenità e forza, come quella che traspare dalle parole di Ariel Besozzi

Sono felice di dichiarare apertamente di essere sionista, conosco il significato di questa parola, ne conosco la natura e ne conosco l’azione.

 Il ritorno a Sion fa parte dell’etica alla quale mi riferisco, la tensione ideale alla libertà che si riconosce nelle regole, necessarie perché sia sempre collettiva prima che personale, la nostalgia di una pace profonda che trae forza dall’ impegno alla vita, sempre, che si determina ogni volta che la paura mi coglie e nello stesso tempo mi abbandona, perché so di poter tornare.

Tornare a Gerusalemme, tornare a me stessa, tornare alla mia storia, tornare alle mie continue assenze da lei.

Ciò che mi sostiene è la concretezza della terra, ciò cui anelo è la libertà dell’attraversamento del deserto.

Ho preferito separare le frasi affinché, leggendo, si potesse cogliere sino in fondo l’ emozione (che si avverte profonda e sincera, in tutte le pagine) dell’autrice.

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Ariel Shimona Edith Besozzi, Sono sionista

Sono sionista

Informazioni su Velia Loresi

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