Un nuovo patto

Il re persiano Ciro sviluppa una politica religiosa assai diversa da quella degli assiri e dei babilonesi, rispettando le credenze religiose dei popoli sottomessi, a patto che venga accettata la sua autorità.

Nel cilindro scoperto nel XIX secolo tra le rovine del palazzo di Babilonia e conservato al British Museum, Ciro espone la sua politica: “Io ho raccolto tutti i loro popoli e li ho ricondotti alle loro dimore…li ho fatti installare nella gioia nei loro santuari…”.

Cilindro di CiroIl Cilindro di Ciro è un blocco cilindrico in terracotta conservato nel British Museum a Londra. Presenta un’iscrizione cuneiforme di Ciro II di Persia.

A Gerusalemme vengono ricostruite le mura e si inizia a lavorare all’ edificazione di un nuovo Tempio, più umile di quello di Salomone anche se ancora vengono utilizzati i cedri del Libano. Quando i lavori, guidati da un autorevole funzionario persiano di origine ebraica, Neemia, vengono conclusi, inizia un periodo di grande calma e di silenzio.  Gli anni che vanno dal 400 al 200 a.C. sono gli anni perduti della storiografia ebraica, non si annoverano eventi notevoli o calamità degne di nota. È, probabilmente, un periodo felice.

I duecento anni perduti, a dire il vero, anche se silenziosi, non furono improduttivi. Essi videro l’emergere del Vecchio Testamento più o meno come lo conosciamo noi. Questo era reso necessario dalla natura della nuova versione giudaica della fede israelita che Esdra e Neemia stabilirono nella ricostruita Gerusalemme. Il capitolo 8 di Neemia racconta come tutti i cittadini si riunissero presso la chiusa dell’acqua  ad ascoltare una serie di letture dal “libro della legge di Mosè”. Erano condotte da Esdra lo Scriba, in piedi “su un palco di legno, costruito per la circostanza”. Alla luce di queste letture, che provocavano intensa emozione, fu fatto un nuovo patto, firmato e giurato da tutti, uomini e donne, i loro figli e le loro figlie, che si consideravano ortodossi, ciascuno avendone conoscenza, e ciascuno avendone comprensione.

In breve il nuovo patto, che si può dire inaugurasse ufficialmente e legalmente il giudaismo, era basato non su una rivelazione o sulla predicazione, ma su un testo scritto.

Gli ebrei imparano a leggere e scrivere in un periodo molto antico della loro storia,  molti  raccontano le proprie  esperienze o le storie sentite narrare.

Talmud BabiloneseTalmud Babilonese, nella traduzione in italiano: si tratta di un’opera sapienziale ebraica, un vastissimo corpus di conoscenze, usi, leggi e consuetudini ebraiche.

Centinaia di profeti avevano fatto mettere per iscritto i loro detti; il numero di storie e di cronache era immenso. Israele non era un popolo di grandi artigiani, o pittori, o architetti. Ma, per gli ebrei, scrivere era il loro costume nazionale, quasi la loro  ossessione. Probabilmente produssero, come quantità, la più grande letteratura dell’antichità, di cui il Vecchio Testamento è appena un frammento.

++++++++++++++++

Paul Johnson, Storia degli ebrei

Storia degli ebrei

 

Informazioni su Velia Loresi

I love Israel
Questa voce è stata pubblicata in PAUL JOHNSON, Storia degli ebrei. Contrassegna il permalink.