Ben oltre le porte del ghetto

Natale 1941, caserma Dresda nel campo di Terezín. Le ragazze nella stanza accanto a quella di Helga hanno preparato uno spettacolino e sono venute altre donne dalle stanze vicine per assistervi, hanno cantato insieme. Le candele poste sulle valigie e sulle tazze sembrano le luci dell’albero di Natale. Per un attimo si dimentica la triste realtà.

Non più con lo stomaco vuoto e una paura costante a ogni nuovo giorno che inizia. Siamo liberi, ben oltre la cinta di mura e le porte del ghetto che nascondono tanta sofferenza e miseria, dove la morte attende in agguato le sue vittime a migliaia, lontano da qui, davanti a una tavola imbandita, in mezzo a tanti volti e oggetti cari.

È laggiù che si trovano i pensieri di tutti: al chiarore delle candele sul punto di spegnersi i loro occhi vedono nitidamente quell’ immagine meravigliosa, indimenticabile…Casa.

Fino a notte fonda siamo rimaste sveglie a ricordare le nostre case con le lacrime agli occhi.La coda davanti alla cucina 1942

La coda davanti alla cucina (1942)

L’inizio del nuovo anno, il 1942, sembra non promettere niente di buono. Quando cominciano i ‘trasporti’, le caserme si svuotano. Arrivano altri prigionieri, tra questi anche gli zii di Helga, da Praga. Ma un nuovo ‘trasporto’  li porterà verso i campi di sterminio.

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Helga Weiss, Il diario di Helga. La testimonianza di una ragazza nei campi di Terezín e Auschwitz

 

Informazioni su Velia Loresi

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