Vulnerabili e immortali

Ogni volta che la “Guardia di Ferro” antisemita rialzava la testa, noi abbassavamo la nostra. Sui muri apparivano scritte: “Zsidans (Ebrei) in Palestina!”. Delle canaglie, con la faccia sfigurata dall’odio, si gettavano sugli ebrei per la strada, strappandogli la barba e le peyot. I “kuzisti”, così si facevano chiamare, erano nazisti in versione rumena. Feroci, assetati di sangue ebraico, bastava loro un nonnulla per improvvisare un pogrom in piena regola. Ricordo: “Non andare al Heder, oggi. “ mi diceva allora mio padre, preoccupato. “È pericoloso”. Le mie sorelle non andavano a scuola. Il negozio rimaneva chiuso, sbarrato. I clienti fedeli, li facevamo entrare dal salotto. Al minimo allarme ci precipitavamo in cantina. Perché in cantina? Le canaglie temevano l’oscurità?
 Wiesel casa natale 1Casa natale di Elie Wiesel

Wiesel casa natale 2Elie accetta le manifestazioni di odio come parte del suo destino di esilio, si chiede il motivo di questo odio, di tutte le angherie che è costretto a subire. Chiede spiegazioni ai suoi maestri che invariabilmente gli fanno leggere la Bibbia. Lo sa che Abramo era un ebreo migliore di tutti loro ed è stato gettato in una fornace ardente? E che Daniele, infinitamente saggio e pio, è stato condannato a morire in una fossa di leoni? E che tanti altri sono morti per non aver rinnegato la propria fede? Come può pretendere Eliezer di vivere senza soffrire?

Ero fiero di questi ebrei la cui fedeltà all’ Alleanza li rendeva insieme vulnerabili e immortali.Daniele nella fossa dei leoni Daniele nella fossa dei leoni, disegno, 1473, Londra, British Library
Adesso, mezzo secolo dopo, questi interrogativi rimangono aperti e io continuo a sentirmi incapace di rispondere. La sopravvivenza del mio popolo continua a lasciarmi perplesso, così il perenne odio nei suoi confronti continua a intrigarmi.

 Inevitabilmente si va col pensiero a quell’ antisemitismo becero e disgustoso che si trova su socialnetwork e piattaforme virtuali. E poi all’ odio che in maniera incomprensibile appare ancora imperante in così tante parti del mondo.

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Elie Wiesel, Tutti i fiumi vanno al mare

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