La noncuranza

A Varsavia, dove Jan Karski è mandato in missione, la gente segue le regole della cospirazione adattandosi con facilità alla nuova situazione imposta dalla Resistenza: sono talmente numerose le persone impegnate nell’ attività di contrasto all’ occupante tedesco che nessuno sembra farci più caso. E dunque si evitano accuratamente i pettegolezzi, non si presta attenzione al comportamento dei vicini, ci si sforza di parlare senza fare nomi. Quando ‘scompare’ qualcuno non ci si mostra preoccupati, si prende in considerazione la possibilità che sia sparito di proposito.

Truppe tedesche a VarsaviaTruppe tedesche a Varsavia nel 1939 (foto tratta dal sito “Enciclopedia dell’Olocausto”)
La noncuranza talvolta era fin troppa. Sul tema circolava infatti una serie di barzellette che venivano raccontate non solo per strada, ma persino nei cabaret tedeschi. In una delle più popolari, un tizio di Varsavia vede per la via un suo amico di Leopoli e grida:”Wiśniewski, vecchio trombone, e tu da dove sbuchi fuori? Non abiti più a Leopoli?”. Al che Wiśniewski risponde, con voce altrettanto stentorea: ”Ciao, Lesiński, che bello vederti! Sono qua perché mi sto nascondendo! E ricordati che adesso mi chiamo Zieliński”.
Nel 1942 operano in Polonia circa sessantamila agenti della Gestapo. Nonostante questo, afferma Karski, la Resistenza non viene annientata e solo in rari casi i tedeschi riescono ad arrivare ai vertici dei cospiratori.
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Jan Karski, La mia testimonianza davanti al mondo. Storia di uno Stato segreto

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La guida ci porta tra i sentieri del bosco del Rauccio, per fortuna la domenica si è annunciata bella e non fa freddo. Ci affolliamo per ascoltare i nomi delle erbe e delle piante e per fotografarle: l’arum italicum, l’asfodelo, il pungitopo, il lentisco, la robbia, la fillirea, la periploca dal fiore azzurro, e altre il cui nome cerco di appuntare su un foglietto. Osserviamo le macchie di lichene sui sassi. Per ogni erba ascoltiamo caratteristiche e proprietà.
A ciò la guida aggiunge racconti della mitologia con gli dei conquistatori che si intrufolano nelle camere di belle fanciulle, trasformate poi in piante, e racconta con numerosi particolari, come se stesse riferendo un fatto di cronaca, storiellette piccanti. Non amo molto le imprese amatorie degli dei e preferisco soffermarmi ad osservare il bellissimo leccio

Leccioo le entrate delle tane dei grossi tassi che non vedo ma che ritengo debbano essere molto simpatici e che si nutrono delle ranocchie dello stagno non lontano.

Tasso 1Tasso 2Tasso 3Nel piccolo bar all’ingresso del parco acquisto un portafotografie: mi terrà compagnia mentre leggo.

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