Eccezion fatta per gli ebrei

Jan Karski viene arrestato mentre cerca di uscire dalla Slovacchia per entrare in Ungheria quando è a soli 23 chilometri dal confine. Dopo tre giorni passati in una cella del carcere di Prešov, un ufficiale delle SS cerca di convincere il giovane, che è stato picchiato e torturato, della bontà del Nuovo Ordine: questo solo potrà garantire all’Europa e alla Polonia pace e prosperità e assicurerà al Reich una durata millenaria.

Presov Prešov, in Slovacchia (foto da Wikipedia)
Improvvisamente esplose in una dichiarazione dai toni aulici.
“Molto presto il Führer detterà le condizioni di pace a Londra. E al massimo tra un paio d’anni proclamerà il Nuovo Ordine sulle scale della Casa Bianca a Washington. E la nuova pace sarà permanente, non come quella che si basava sulle ipocrite promesse delle plutocrazie giudaico-democratiche. Avremo la Pax Germanica, quella voluta da Nietzche e da tutti i filosofi e i poeti che hanno sognato il Nuovo Ordine. Il mondo ci teme. A torto. Noi non vogliamo far del male a nessuno…” si interruppe.
Poi riprese, cambiando tono di voce: “Eccezion fatta per gli ebrei, è ovvio. Per loro non c’è posto e verranno sterminati. Questa è la volontà del nostro Führer. Ma tutto il resto del mondo non germanico verrà trattato in modo equo. Ci saranno lavoro, pane e una possibilità per tutti. In cambio della fedeltà al Terzo Reich sarà permesso a tutti di partecipare alla nostra nuova civiltà”.
Il cognac, il calore della stanza, i toni esaltati del tenente mi avevano spossato. Ero leggermente ubriaco. Mi girava la testa.

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Jan Karski, La mia testimonianza davanti al mondo. Storia di uno Stato segreto

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