Per le strade di Poznań

A Varsavia Jan entra a far parte della Resistenza e viene inviato in missione a Poznań, città  che fa ora parte dei territori annessi al Reich.
Camminavo per le strade di Poznań e non riuscivo a riconoscerla. Quella città dalle belle tradizioni e dalla storia così polacche, aveva assunto un tipico aspetto tedesco. Tutte le targhe e i cartelli delle diverse istituzioni, uffici, banche, negozi, erano in tedesco. Lo stesso valeva per i nomi delle strade. Le locandine erano esclusivamente in quella lingua. Gli strilloni per strada vendevano soltanto giornali nazisti. Si sentiva parlare solo tedesco

PoznanPoznań
La ragazza che deve incontrare fa parte anche lei della Resistenza: gli espone in maniera dettagliata la situazione della città.
“Ha capito finalmente di che cosa stiamo parlando? In due mesi di occupazione i tedeschi hanno deportato dai territori annessi al Reich più di quattrocentomila polacchi, mandandoli per lo più nel Governatorato generale. Vuole sapere come si svolge la cosa? Alle persone vengono date due ore di tempo, per prepararsi a lasciare la casa in cui hanno vissuto tutta la vita. Possono portare con sé cinque chili di bagaglio a testa. Devono lasciare tutti i loro averi e persino rassettare l’appartamento per i tedeschi che verranno a occuparlo. Spesso la polizia obbliga i polacchi che se ne andranno a lasciare sulla tavola un vaso con un mazzo di fiori, in segno di benvenuto” aggiunse. Evidentemente non intendeva risparmiarmi alcun particolare.

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Jan Karski, La mia testimonianza davanti al mondo. Storia di uno stato segreto

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