Da vincente

La regione della Samaria, bagnata dal sangue dei martiri, ha pagato un prezzo altissimo. Yehuda Dickstein, che ha perso entrambi i genitori, ricorda le parole del padre una settimana prima di essere ucciso.
“Eravamo dei sognatori. Oggi possediamo della terra biblica”.
La madre di Yosef Goodman vive ad Efrat.
“Yosef ha detto addio a questo mondo per costruire un mondo più sicuro per gli ebrei, un mondo di amore e pace, un mondo di redenzione. Yosef è morto proteggendo la propria terra, il proprio popolo, il proprio futuro. Non è morto da vittima, ma da vincente”.
Yossi Zur ha perso il figlio Asaf e si batte affinché le vittime civili del terrorismo vengano dichiarate ‘caduti’ allo stesso modo dei militari. Cura un progetto fotografico sul sito internet  http://www.ezy.co.il, vi si possono vedere i luoghi degli attentati in Israele. Yossi ha chiamato il sito “Un paese che ricorda i propri abitanti”.
“Ci sono memoriali che nessuno ha mai visto, in luoghi remoti, e volevo che tutto il mondo vedesse i luoghi dove gli ebrei sono stati assassinati dall’inizio del XX secolo”.

A People RemembersDocumenting Terror Victims Commemoration Sites A Project In Memory Of Asaf (Blondi) Zur

Commemoration Sites

La home page del sito creato da Yossi Zur
Alexander Katsman ha perso la figlia Liz.
“La forza per andare avanti ogni giorno l’abbiamo trovata nella memoria di Liz. Noi crediamo che una persona continui a esistere e a influenzare il mondo fino a che le persone la ricordano”.

+++

Giulio Meotti, Non smetteremo di danzare. Le storie mai raccontate dei martiri d’Israele

Non smetteremo di danzare+++++

Mi trovo su un autobus, di ritorno da Putignano dove ho assistito per la prima volta ad uno straordinario Carnevale e da Ostuni dove ho visitato la bellissima donna, alta, braccialetti ai polsi, adornata con un copricapo ricoperto da settecento piccole conchiglie, morta nel tentativo di dare alla luce il suo piccolo, mai nato. Vivi entrambi, dopo tremila anni, nella loro teca trasparente, per sempre. Una giornata di quelle da non dimenticare.
Ma le…sorprese non sono finite. L’intrattenitore commenta le cose viste, parla dei progetti per le prossime uscite. Ad un certo punto, compiaciuto, ricorda che tra poco si festeggerà La Giornata della Memoria eccetera eccetera. Schiarisco la mia poca voce, vorrei ricordare che una disgustosa ipocrisia consentirà, dopo la Giornata del 27 gennaio, di dimenticare tranquillamente e di tornare ad un diffuso antisemitismo, il più delle volte mascherato e nascosto. Ma qualcuno, davanti a me, prende la parola: “C’è anche la Giornata delle fobìe!” Tutto contento. Al silenzio che segue cerca di correggersi: “La Giornata delle…fòbie!”.
Taccio, cosa altro fare?, non spero di essere capita in un mio intervento, in questo momento. Ma credo che presto lo farò.

Informazioni su Velia Loresi

I love Israel
Questa voce è stata pubblicata in GIULIO MEOTTI, Non smetteremo di danzare. Le storie mai raccontate dei martiri d’Israele. Contrassegna il permalink.