Il nome di Applebaum

Incredibilmente lungo è l’elenco delle vittime degli attentati terroristici in Israele, uomini e donne ricordati da Giulio Meotti con il racconto degli avvenimenti salienti della loro vita. Negli anni bui del terrorismo, quello degli attentati sugli autobus e nei ristoranti, le vittime venivano soccorse e giungevano spesso in condizioni disperate, talvolta a brandelli, negli ospedali divenuti luoghi che il giornalista definisce “officine del dolore” e “santuari dei corpi distrutti”. Qui venivano curate da medici straordinari e, tra quelli che maggiormente si sono distinti nella cura dei feriti, è David Applebaum.

David ApplebaumDavid Applebaum, eroe ordinario
Il giornalista autore di “Non smetteremo di danzare “ si sofferma a lungo per parlarne descrivendolo come un essere umano straordinario, uno studioso e un pioniere nel campo della medicina d’emergenza avendo messo a punto molti sistemi usati nelle sale operatorie.
Il nome di Applebaum è stato accostato a quello dei maestri del giudaismo. “David era anche un insegnante di religione e, come Maimonide, era anche un medico. Medicina e halakhah, la legge ebraica, si completano. Non c’è dubbio che la fede di David nella tradizione e nei valori dell’ebraismo avessero un grande impatto sul suo ruolo di medico e in particolare sul sentimento di pietà che mostrava verso tutti.”
La sua morte è stata una grande perdita per tutto Israele.
Conservo qui solo il ricordo del ritorno di Applebaum a Gerusalemme dopo un viaggio negli Stati Uniti dove si è recato per una conferenza sul terrorismo. Si ferma con la figlia Navah, che dovrà sposarsi il mattino successivo, al Cafè Hillel. Lui, che ha aiutato tante vittime degli attentati, e la figlia rimangono vittime di un’esplosione. È il 9 settembre 2003. L’anno successivo, ben 15 medici si recano in Israele dagli Stati Uniti, nel ricordo di Applebaum.
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Giulio Meotti, Non smetteremo di danzare. Le storie mai raccontate dei martiri d’Israele

Non smetteremo di danzare

 

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