Il famigerato”blocco 31″

Se bisogna risalire a un inizio della strage di civili israeliani occorre tornare a quel mattino del settembre 1972, nella palazzina del Villaggio Olimpico di Monaco di Baviera, il famigerato “blocco 31”.
Alcuni degli atleti erano sopravvissuti all’ Olocausto, erano il frutto della notte di Auschwitz e del vento di Chelmno. La sparizione dell’ebraismo europeo ce l’avevano impressa sul volto, assieme alla ricostruzione miracolosa in Israele.
Poi c’erano i sabra, i nati in Israele. Ciascuna delle loro storie chiama il pianto e la preghiera.

Palazzina n. 31La palazzina che ospitava gli atleti israeliani nel 1972
Giulio Meotti ricorda uno ad uno gli atleti israeliani che furono uccisi dai terroristi di Settembre Nero, le loro storie: ognuno di loro, dice, era un pezzo del grande corpo d’Israele.
Il momento in cui venimmo a conoscenza della strage, più di quarant’ anni fa, è impresso nella memoria come qualcosa di incancellabile.
La palazzina che ospitava gli atleti israeliani dista pochi chilometri dal lager di Dachau. Furono i primi ebrei uccisi in quanto ebrei in Germania dopo il 1945.

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Giulio Meotti, Non smetteremo di danzare. Le storie mai raccontate dei martiri d’Israele

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