Senza mai dimenticare Gerusalemme

Leggo nella prefazione del filosofo Roger Scruton al libro “Non smetteremo di danzare” di Giulio Meotti.

Per quasi duemila anni, dopo la distruzione di Gerusalemme da parte dell’esercito imperiale Romano, gli ebrei hanno vissuto in esilio dai propri luoghi santi, mantenendo viva la propria religione, linguaggio e tradizioni in un movimento di memoria collettiva senza eguali.
Non tanto razza o tribù, quanto quella che Giulio Meotti chiama “famiglia metafisica”, gli ebrei sono rimasti fedeli alla propria cultura e alla propria elezione attraversando una sofferenza continua, colpiti ovunque andavano dal risentimento e dalla xenofobia di chi li ospitava, ma senza mai dimenticare Gerusalemme –la città sacra dei loro sogni.

Gerusalemme la città del sognoGerusalemme, la città del sogno
Nessun altro popolo nella storia ha fatto esperienza di una simile ingiusta sofferenza o impiegato così tanta energia per ricordare e piangere i propri morti.

Roger ScrutonRoger Scruton, filosofo inglese

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Giulio Meotti, Non smetteremo di danzare. Le storie mai raccontate dei martiri d’Israele

Non smetteremo di danzare 

  

Informazioni su Velia Loresi

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