La simulazione della verità

Fu nel 2000, durante il summit a Camp David fra Bill Clinton ed Heud Barak, che Arafat ebbe l’infernale idea del negazionismo del Tempio. Il Tempio degli ebrei, affermò, non è mai esistito, non ce n’è traccia in alcun luogo, è solo un mito: un negazionismo, secondo Fiamma, ancora peggiore di quello della Shoà, una versione assolutamente ridicola dei fatti, destinata a divenire la bandiera della propaganda palestinese.
Essa si trasformò subito in versione ufficiale, echeggiata in tutti gli ambienti favorevoli ai palestinesi; molti giornali, come spinti da una molla, cominciarono a parlare del Tempio come di un mito, negando o ignorando senza vergogna reperti archeologici inconfutabili, libri interi della Bibbia che parlano del Tempio minuziosamente, ignorando il Vangelo e i viaggi di Gesù al Tempio, facendo finta che non esistano le memorie storiche di Giuseppe Flavio e di Tacito, dimenticando i bassorilievi dell’Arco di Tito che mostrano come in una sequenza fotografica gli ebrei deportati a Roma che sfilano in corteo con in mano le vestigia del Tempio.
 Arco di Tito Roma, Arco di Tito                                                                                                                         L’arco è stato eretto a memoria della guerra giudaica combattuta da Tito in Galilea. Nel 69, l’anno dei quattro imperatori, Vespasiano rientrò a Roma per reclamare il trono, lasciando Tito in Giudea a porre fine alla rivolta, cosa che Tito fece l’anno successivo: Gerusalemme fu saccheggiata, il Tempio fu distrutto. Nel ricco bottino era compreso il candelabro a sette braccia e le trombe d’argento. (da Wikipedia)
Fiamma Nirenstein ha pubblicato A Gerusalemme nel gennaio 2012. Quasi 4 anni dopo (6 novembre 2015)  si possono leggere queste parole in un suo articolo sul Giornale,  “Goebbels? Un dilettante”.
Joseph Goebbels sarebbe invidioso dell’uscita del capo della delegazione palestinese all’ Onu Riyad Mansour che ha scritto al presidente del consiglio di sicurezza inglese Matthew Rycroft per affermare che organi dei terroristi uccisi in questo periodo sono stati asportati dagli israeliani. Un vero è proprio blood libel, una teoria del sangue simile a quella per cui gli ebrei uccidono i bambini e ne prendono il sangue per mescolarlo alle loro azzime.
Il mufti della Moschea di Al Aqsa l’ ha detto a giugno. Del resto i palestinesi hanno una tradizione molto efficace di balle sesquipedali…
E il giorno dopo (7 novembre 2015) le fa eco Deborah Fait in “Taqyya, ovvero l’arte della dissimulazione”
La simulazione della verità, negarla e sostituirla con vagonate di fandonie è il segreto del successo palestinista nel mondo occidentale che, volentieri, ci casca come una peracotta. Diciamo sempre che gli arabi sono bravissimi nell’arte della propaganda. E’ vero, ma la loro bravura si basa tutta sulle bugie che raccontano, sull’assoluta impudenza e mancanza di coscienza che li distingue e sulla vigliaccheria tipica di chi vuole fare del male fingendosi vittima e gettando sulle vere vittime la colpa di ogni cosa.

Roma, arco di Tito

 

 

 

 

Arco di Tito e Colosseo                                                                                                                                                    ++++++++++++

Fiamma Nirenstein, A Gerusalemme

A Gerusalemme

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