Una nuvola di polvere

La parola diaspora, leggo, indica il movimento forzato di un gruppo omogeneo dal punto di vista religioso o etnico che riesce a sopravvivere in una terra che non è la propria ma che, nello stesso tempo, prova un forte desiderio di tornare nella terra di origine, senza poter farvi ritorno.
Spesso, quando si parla di diaspora ci si riferisce alla dispersione cui furono costretti gli ebrei all’incirca nell’ VIII-VI secolo a.C. quando il Regno di Giuda fu conquistato dai Babilonesi, e poi nel 135 d.C. a causa della persecuzione cominciata sotto l’imperatore Adriano, dopo la distruzione del tempio di Gerusalemme (70 d.C.).

Itinerari della seconda diaspora                    Itinerari della Diaspora
Esaltare la diaspora, mitizzarla come un’avventura multiculturale invidiabile, è un errore catastrofico. La diaspora non è stata, non è, solo un’avventura fisica, geografica, ma una nuvola di polvere all’ orizzonte del deserto, del nulla. Sono io stessa lontano da qui, dove non è mio, dove non ci sono i miei, dove non mi si capisce.
La scena collettiva della perdita denuncia il rischio abissale di perdere la propria identità, se stessi, tutto.
Senza Gerusalemme il popolo ebraico non esiste.

FiammaNirensteinFiamma Nirenstein fa parte di numerosi centri studio e fondazioni tra cui il “Jerusalem Center for Public Affairs”, l’Hudson Institute di Washington, la Fondazione Magna Carta e la Fondazione Italia USA.

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Fiamma Nirenstein, A Gerusalemme

A Gerusalemme

Informazioni su Velia Loresi

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