A caccia della loro vita vera

Il 9 del mese ebraico di Av, (quest’anno: 25 luglio) vengono commemorate, tra l’altro, la distruzione del primo Tempio ad opera dei Babilonesi guidati da Nabucodonosor nel 586 a.C. e la distruzione del secondo Tempio e di Gerusalemme da parte dei Romani guidati da Tito (nel 70 d.C.).

Francesco Hayez Distruzione del Tempio di Gerusalemme1867Francesco Hayez, Distruzione del Tempio di Gerusalemme, 1867
Un’altra annotazione che ho trovato e che mi appare interessante: il mese di Av segna il passaggio da Maledizione in Benedizione. L’ ortografia ebraica di Av (אב), infatti, consiste nelle prime due lettere dell’alfabeto ebraico, aleph e bet. Queste lettere costituiscono la parola ebraica per “germoglio” e sono le prime due lettere della parola ebraica aviv che significa “primavera”.   9 di Av calendario-ebraicoLa distruzione del Tempio non era storia antica, era un fatto del tutto vivo e presente per gli ebrei, le genti dell’Europa dell’Est e dei Paesi arabi, che vivevano tra i pogrom in Europa e i balzelli, lo sberleffo quotidiano, la miseria, l’esclusione dalle professioni e dalla vita civile e culturale nel mondo arabo.
Quella vita di sofferenze appariva loro come la diretta conseguenza dell’espulsione da Gerusalemme, della distruzione del Tempio. Il 9 di Av di quell’ anno così lontano era la causa della vita grama di ogni giorno, e per converso il riscatto appariva loro essere quello stesso di Sion, di Gerusalemme. Gli ebrei che prima del sionismo politico andavano a Gerusalemme non ci andavano a cercare un riscatto mistico, ma a caccia della loro vita vera, quella della nazione ebraica prima che fosse spossessata.
Così è rimasta viva Gerusalemme nel cuore ebraico…

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Fiamma Nirenstein, A Gerusalemme

A Gerusalemme

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