Una credulità totale e incondizionata

Concludo la lettura di questo libro Lettera a un amico antisionista, con alcune osservazioni di Pierluigi Battista sul boicottaggio.

…non notate l’assurdità della febbre boicottatrice che in Europa e nel mondo vorrebbe strozzare Israele almeno in effigie e che si trasforma in parate e linciaggi che umiliano innanzitutto  che se ne fa artefice. 

Il boicottaggio delle fiere del libro, perché gli scrittori israeliani, appestati, non possono presentare i loro romanzi senza che urla, cartelli e striscioni li accolgano come i più grandi mascalzoni della storia. 

Il boicottaggio alimentare nei supermercati. Il boicottaggio negli scambi universitari. Il boicottaggio scientifico. Il boicottaggio sportivo.

Un boicottaggio che si propone di danneggiare l’economia e anche l’immagine stessa di Israele. Un linciaggio che umilia soprattutto chi ne è l’artefice. Noi.

Un trattamento specialissimo, che si abbina a una credulità totale e incondizionata nei confronti delle più colossali menzogne sul conto dello Stato ebraico.

 Motorola, sistemi di irrigazione. Da Israele

Da accogliere, infine, l’invito dell’autore alla lettura di Inganno di Philip Roth.
“Perché tutti intorno a me odiano tanto Israele? Oramai ogni volta che esco di casa litigo con qualcuno. Torno a casa infuriato e passo la notte in bianco. In un modo o  nell’ altro, io sono legato ai due peggiori flagelli del pianeta, Israele e l’America. Ammettiamo che Israele sia un Paese spaventoso…”. “Non è vero” lo interrompe l’interlocutrice. Ma lui: “Comunque ammettiamolo. Be’, ci sono molti Paesi che sono assai più spaventosi. Eppure l’ostilità contro Israele è quasi universale fra le persone con cui ho a che fare”.

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Pierluigi Battista, Lettera a un amico antisionista

Pierluigi Battista Lettera a un amico antisionista

Informazioni su Velia Loresi

I love Israel
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