Permanente doppio standard

Israele è costantemente sotto accusa.
Sono le parole di Pierluigi Battista nel suo libro Lettera a un amico antisionista.

…penso che la tua compulsiva duplicità, il tuo permanente doppio standard, la tua nevrotica sensibilità antisraeliana abbinata alla tua totale  assenza di sensibiltà reattiva nei confronti di tutte le stragi, tutte le deportazioni, tutti gli esodi forzati, tutti i campi profughi, tutti i morti ammazzati, purché lontani dal conflitto israelo-palestinese, tutto questo riveli un meccanismo ideologico ed emotivo in gran parte da esplorare. Una mentalità da studiare

Israele costantemente sotto accusa: anche questa mattina, 19 ottobre 2015. Un altro muro a Gerusalemme, i titoli del telegiornale. Perché mai, mi chiedo, Israele dovrebbe lasciarsi accoltellare, uccidere per strada, senza reagire?
Perché?
…non trovate voi che invocate il diritto di “criticare Israele” senza essere scambiati per antisemiti, che la fragile barriera tra antisionismo e antisemitismo sia oramai stata smaccatamente, tristemente oltrepassata nei modi di dire, nei tic verbali, nelle minacce, nel linguaggio, nelle simbologie correnti, persino nei percorsi dei cortei che sfilano per le città in cui, molto di frequente, troppo di frequente, si bruciano le bandiere con la stella di David?
Ed è precisamente quello che è accaduto anche quest’anno quando sono state insozzate le bandiere con la stella di David esposte a Milano in occasione dell’Expo 2015.

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Pierluigi Battista, Lettera a un amico antisionista

Pierluigi Battista Lettera a un amico antisionista

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