Attenzione chirurgicamente “discriminata”

Caro amico antisionista, non starò certo a chiederti come mai, perennemente indignato con Israele, non ti affanni mai per la triste sorte degli uiguri. E se, come sospetto, non sai neppure chi siano, questi benedetti uiguri, ecco: sono un’etnia turcofona di religione islamica che vive principalmente nello Xinjiang, la regione occidentale della Cina che le autorità di Pechino hanno già provveduto a ripulire nel corso degli anni con lo “spostamento” coatto di circa 200000 persone. “Spostamento” significa profughi, perlopiù sconosciuti al mondo. Anche loro profughi, ma di serie B.

Uiguri
 E che dire di kirghisi, uzbeki? E delle migliaia di morti in Darfur o in Ruanda. Per non parlare della Somalia, dell’Eritrea, del Kashmir, dello Zimbabwe…
Si esprime pacatamente Pierluigi Battista in “Lettera a un amico antisionista“, ma in maniera estremamente efficace, rivolgendosi ad un amico immaginario, critico nei confronti di Israele. Le sue parole forti vanno subito al cuore e sono più che mai valide ancor oggi.
…un conto è la (riprovevole) indifferenza, ma indiscriminata; un altro l’attenzione chirurgicamente “discriminata”, l’indignazione platealmente selettiva, la mobilitazione contro i presunti delitti di Israele e il silenzio su quelli, enormemente, incomparabilmente, smisuratamente più gravi commessi altrove.
Dunque, anche se, come motteggiava Churchill, l’unica cosa che ci accomuna è il fossato che ci divide, avrei fatto volentieri a meno dell’argomento polemico alimentato dalla spudorata doppiezza di cui tu, voi antisionisti in genere siete esempi più che recidivi.
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Pierluigi Battista, Lettera a un amico antisionista

Pierluigi Battista Lettera a un amico antisionista

Informazioni su Velia Loresi

I love Israel
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