Una delle pietre miliari

Nonostante mi imponga una lettura veloce, non posso tralasciare di ricordare il capitolo dedicato ai “baptisados em pé”: le sofferenze degli ebrei spagnoli iniziano dopo un anno dal loro arrivo in Portogallo e vengono narrate in maniera indimenticabile dall’autore di “L’universo marrano”.
Trattengo, tra i miei fogli, il nome di Samuel Usque, storico, converso tornato all’ ebraismo. Trasferitosi in Italia, Usque scrive in uno stile ispirato alla Bibbia Consalação às Tribulaçoes de Israel, tre dialoghi nei quali racconta la storia dell’ebreo perseguitato e invita i conversi a tornare apertamente al giudaismo.
L’opera, stampata a Ferrara nel 1566 viene ignorata in Portogallo ma è destinata a essere considerata un capolavoro della letteratura portoghese e sefardita.Consolasam_samuel_usqueOggi il lavoro di Usque è considerato dalla critica portoghese contemporanea come una delle pietre miliari sia della stessa letteratura portoghese, sia della storia della lingua lusitana. Usque avrebbe potuto scrivere il suo poema in spagnolo, lingua che conosceva perfettamente: parecchi glielo consigliarono dato il maggior prestigio di cui godeva il castigliano (si ricordi che la famosa Bibbia di Ferrara pubblicata nel Cinquecento per i profughi ebrei spagnoli e portoghesi fu redatta in spagnolo). Ma egli disse di aver preferito il portoghese perché era “a lingua che mamara” (la lingua che mi aveva allattato).

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Elia Boccara, L’invenzione marrana. Ricostruzione dell’anima in un’alba di modernità

L'invenzione marrana

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