Sensibilità intorpidita e attonita

Ecco il paesaggio della Somalia, sfatto e agonizzante lo definisce Domenico Quirico, simile agli uomini che vi abitano.

Mogadiscio capitale della SomaliaMogadiscio, capitale della Somalia
La guerra, immanente ed eterna, qui si avverte come un temporale sospeso nell’ aria, come qualcosa all’ infuori della volontà umana, quasi come un fatto della natura.
Sono i cacciatori di Shebab, i talebani somali, l’incubo che al-Qaida ha fatto nascere, con estro da diavolo, anche dalle sabbie del Corno d’Africa, coltivato nei microbi di una guerra tribale infinita che l’ Occidente non ha saputo né voluto curare. E che il sogno del califfato universale ha ereditato.
Sono, questi somali, ascari moderni; combattono i nostri nemici, tengono a bada i nostri fantasmi, ci evitano lo strazio delle bare e dei morti, di esaurirci, stracchi e vili come siamo, in quelli che consideriamo, in fondo, solo piccoli magazzini della  crudeltà umana.                                                              Non posso, prima di riporlo nella mia biblioteca, perdere neppure una parola di questo libro: Il grande califfato getta un fascio di luce su una realtà che sembra lontana e oscura e che non si riesce ad accettare.
“…In Libia in fondo gli islamisti hanno perso le elezioni…Ci penseranno i deputati a tenerli a bada a colpi di costituzione…Addestreremo la polizia…”
Così, goffamente, ci rassicuriamo!
…la proclamazione dell’emirato a un’ora di volo dall’ Europa, l’annessione esplicita della prima tra le primavere arabe non sembra sollevare attenzione. La sensibilità resta intorpidita, attonita in questa Europa dalle cattedrali ingiallite…

Il nostro mondo democratico, tollerante si restringe, si rannicchia,

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Domenico Quirico, Il Grande Califfato

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