Come la goccia di mercurio

Un giorno, presto, molto presto, metteremo un dito sull’ atlante: questo spicchio di Vicino Oriente, qui sono stati i cristiani. Ci sono passati come la goccia di mercurio che non bagna e invano tra qualche anno ne cercheremo le tracce. Il nord dell’Iraq e la Siria, sipario di enigmi, hanno ingoiato nelle loro viscere millenarie anche un lembo di questo Vangelo che è di tutti noi. Telkepe…Batnaya…Telskuf…Karamanlish…Bashiqa…Qaraqosh…Mossul: imprimetevi nella mente questo che sembra un arido elenco di città e villaggi. È la storia scritta da Dio che ha questo preludio di nomi crudi, agglomerati di uomini che durano il tempo necessario a pronunciare le loro sillabe, tutti coagulati in un segno sulla carta che la pronuncia dei fuggiaschi fa come precipitoso.
Un milione erano i cristiani in Iraq nel 2003 prima dell’invasione americana. Ora sono ridotti a quattrocentomila. Questa, l’ondata islamica del nord, il califfato, è l’ultima ondata che li spazzerà via.

 Mossul sul Tigri          Mossul, sul fiume Tigri
Non illudiamoci sperando nelle bombe di Obama o nell’ offensiva dei curdi, massacratori dei cristiani, un secolo fa.
Il cristianesimo nelle terre dei due fiumi, invecchiato come in un involucro trasparente, è finito. Per sempre.

+++++++

Domenico Quirico, Il Grande Califfato

1

Informazioni su Velia Loresi

I love Israel
Questa voce è stata pubblicata in DOMENICO QUIRICO, Il Grande Califfato. Contrassegna il permalink.