Smania di onnipotenza

Abu Bakr usa spietatezza e metodi brutali e feroci nella guerra per la conquista e il controllo dei territori. Sa che il pericolo maggiore non viene da Bashar, dagli occidentali, dagli sciti. Teme il tradimento, la pugnalata alle spalle. I primi a cadere, osserva il giornalista Domenico Quirico nel suo libro “Il Grande Califfato”, sono quelli che gli stanno accanto, che combattono con lui.
La battaglia totalitaria per il potere inizia sempre non da coloro che lo contrastano esternamente, ma contro le parti del Noi che sono refrattarie ad accettarlo, quella parte dei musulmani che si mostra ostile alla visione manichea del bene e del male e soprattutto non concorda sul conflitto che delimita i Perfetti. Ecco il sospetto il rinnegato il complice, quello che nel totalitarismo comunista era il nemico del popolo. Ecco allora le stragi degli sciti, degli alauiti, dei laici in Siria, in Iraq: dicono di seguire la nostra stessa fede, hanno lo stesso sangue, lo stesso volto nostri, ma non vogliono essere con noi. Abu Bakr si distingue dagli altri emiri dell’insurrezione islamista per la sua smania di onnipotenza…

Abu Bakr …si cela, sfugge alle telecamere, affonda volontariamente in una quotidianità e in una biografia misteriosa…Abu Bkr è dunque un uomo invisibile che esiste senza esistere e di cui si sa quasi nulla, spuntato come un incubo e un interrogativo nel cuore della storia del ventunesimo secolo. (da: Il Grande Califfato)

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Domenico Quirico, Il Grande Califfato

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