Badoglio decide di non decidere

Dopo la resa dell’8 settembre, in Italia, i Savoia affidano al maresciallo Badoglio la guida di un paese ormai alla deriva. Durante i quarantacinque giorni del governo Badoglio solo alcune disposizioni marginali della legislazione antisemita vengono revocate.
Ero già a conoscenza di questa nota del Vaticano in cui si suggerisce di non abrogare alcune disposizioni delle Leggi razziali ma mi piace riportarla nuovamente in questo diario. La posizione della Chiesa cattolica riguardo agli ebrei ne risulta ben chiara.
D’ altronde, su questo specifico tema non c’è unità di visione: da un lato i partiti antifascisti e molte eminenti personalità democratiche si esprimono per una immediata e totale abrogazione e, dall’ altro, ambienti conservatori vicini alla Corona e la stessa Santa Sede premono per un mantenimento in vigore delle norme antiebraiche. Addirittura una nota vaticana indirizzata al Ministero degli Interni afferma che “la legislazione in questione, secondo i principi e la tradizione della Chiesa cattolica, ha bensì disposizioni che vanno abrogate, ma ne contiene pure altre meritevoli di conferma”. Nel dubbio, quindi, Badoglio decide di non decidere, secondo una cultura personale e politica che ne contraddistingue, da sempre, l’azione in ogni campo.        

Pietro_Badoglio_1 Pietro Badoglio,   “…un uomo buono  per ogni circostanza” (Renzo Fracalossi)         

Nel novembre del 1943, nei territori liberati dagli Alleati, gli ebrei sono salvi. Per gli altri, nel centro-nord (e sono la maggioranza), la sorte sarà differente.      

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Renzo Fracalossi, La scuola dell’odio. Appunti sulla storia dell’antisemitismo in Europa

Renzo Fracalossi

 

 

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