Spirito aspramente antisemita

Per gli ebrei del vecchio continente, lo dice Renzo Fracalossi autore di La scuola dell’odio, l’epoca dei Lumi non è stata poi così luminosa.
Ci sono in questo periodo  in Francia i calvinisti che, unici, si rapportano in modo dialettico e senza pregiudizi nei confronti dell’ebraismo, e Montesquieu che, generoso ed equilibrato, appare decisamente benevolo verso i figli di Israele. Ugualmente non è difficile riconoscere in Jean-Jacques Rosseau sentimenti di tolleranza e considerazione verso l’ebraismo e una profonda ammirazione per Mosè.

Montesquieu

Charles-Louis de Secondat, barone di Montesquieu, filosofo, storico, autore di “L’esprit des Lois” (1748)

L'esprit des lois
Per il resto nel Settecento si passa dalle persecuzioni e dall’emarginazione a un antisemitismo più scientifico e razionale, più “filosofico” , un antisemitismo molto utile successivamente a giustificare scelte che macchieranno la storia dell’umanità.
È stato per me deludente venire a conoscenza dell’antisemitismo, definito “virulento”, di Voltaire, quella specie di odio che si ritrova nel suo Dizionario filosofico: dei 118 articoli, circa trenta sono dedicati agli ebrei definiti “il più abominevole popolo della terra”.
Voltaire è una delle bandiere dell’illuminismo e della democrazia laica e borghese, ma in lui e nel suo insegnamento si cela quello spirito aspramente antisemita che preclude, attraverso tutte le mediazioni filosofiche e politiche che si susseguono al ragionare voltairiano, ai bagni di sangue ebraico dei secoli seguenti.
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Renzo Fracalossi, La scuola dell’odio. Appunti sulla storia dell’antisemitismo in  Europa

Renzo Fracalossi

 

 

 

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