Gioioso stupore

Intrisi di nostalgia e poesia i ricordi dei luoghi della sua infanzia: Davide Schiffer descrive la sua “valle”, il paese, Verzuolo, adagiato a semicerchio ai piedi di una collina, le stagioni, i profumi del bosco e i colori della sua infanzia felice, le feste e la gente buona e semplice che abitava quei luoghi che erano tutto il suo mondo.
E, sopra tutto questo, il ricordo del padre che, nato in Ungheria e prigioniero in Italia durante la prima guerra mondiale, fermatosi in questo posto non lontano da Cuneo vi ha formato una famiglia; e la madre e la nonna e i fratelli e tutti gli altri familiari.

ProcidaProcida
Tutto cambia il giorno in cui la famiglia Schiffer si trasferisce a Procida, e leggo pagine bellissime che descrivono l’ incontro del piccolo Davide con il mare. Rileggo questa che, in particolare, mi ricorda le sensazioni di profonda felicità provate quando, ormai adolescente, anch’ io ho conosciuto il mare.

Per andare alla Chiaia dovevamo attraversare un giardino in fondo al quale erano scavate nel tufo delle rampe di discesa. Quando arrivavamo a metà giardino e cominciavamo a scorgere tra le canne il mare, ci assaliva intenso il profumo del Mediterraneo che ti prendeva da tutte le parti, ti dava l’impressione di riempimento e ti prometteva ineffabili bellezze.
Me l’ aspettavo già arrivando al giardino e cercavo qualcosa nella vegetazione che lo producesse: le agavi, il rosmarino, gli oleandri, gli albicocchi, le cicale che facevano un fracasso d’inferno, o i fittissimi boschetti di canne. Giunti alla spiaggia, il profumo spariva coperto dall’ odore di mare che si sprigionava dalla spuma ad ogni infrangersi di onda.
Guardavo i miei fratelli, era impossibile trattenere il sorriso, ti pervadeva una felicità senza fine e senza tempo e ci sedevamo sulla sabbia guardando fissi il mare, senza distrarci un attimo, con gli occhi socchiusi, abbagliati di tanto in tanto dal luccichio di qualche granellino di sabbia al sole, fino a che il gioioso stupore svaniva e ci si organizzava per la mattinata.

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Davide Schiffer, Non c’è ritorno a casa… Memorie di vite stravolte dalle leggi razziali

2 Non cè ritorno a casa

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