L’unica preoccupazione

Primi di settembre 1938.
Se le leggi razziali in Germania e in Italia non fossero state seguite entro breve tempo dallo sterminio di massa degli ebrei d’Europa, oggi avrebbero attirato un’attenzione molto maggiore di quanto ne ebbero in realtà.
In particolare le leggi razziali italiane sono state, sino a poco tempo fa, poco studiate, quasi dovessero essere perdonate in retrospettiva per essere state così miti in paragone al vero sterminio degli ebrei.
Roberto Farinacci, membro del Gran Consiglio fascista, afferma che se, come cattolici, si è diventati antisemiti, lo si deve agli insegnamenti che provengono dalla Chiesa attraverso venti secoli. Riconosce, in particolare, e non diversamente da altri leader del partito fascista, il ruolo avuto da “Civiltà Cattolica” e da tutti gli altri giornali cattolici.
È pur vero che se Farinacci e gli altri citano la Chiesa per giustificare le nuove leggi antisemitiche, lo fanno per ragioni politiche ma è anche vero che a lungo i giornali cattolici hanno condotto la loro campagna contro gli ebrei.
Quasi non sorprende che le leggi razziali non abbiano incontrato resistenza da parte dei cattolici italiani: in effetti esse non fanno altro che incorporare teorie e provvedimenti da tanto sostenuti dalla Chiesa.
C’è un punto, tuttavia, che non trova d’accordo il papa: le nuove leggi considerano ancora ebrei coloro che si sono convertiti al cattolicesimo e dunque vietano il matrimonio con cattolici che hanno origine ebraica.
Contrariamente al silenzio che aveva accompagnato tutti gli articoli di legge destinati agli ebrei, Pio XI obiettò energicamente contro questa clausola. Il 10 ottobre 1938 il rappresentante del governo italiano presso la Santa Sede mandò a Mussolini un rapporto sulle reazioni del Vaticano al secondo gruppo di leggi razziali, i cui testi venivano redatti a quell’ epoca. “le recenti deliberazioni del Gran Consiglio in tema di difesa della razza”, scriveva, “non hanno trovato in complesso in Vaticano sfavorevoli accoglienze.”
Continuava riferendo che l’unica preoccupazione che i funzionari del Vaticano avevano espresso riguardava il fatto che le nuove leggi concernessero anche il matrimonio, che –secondo il Concordato- avrebbe dovuto essere regolato dalla Chiesa e non dallo stato.
  David Kertzer 2 David I. Kertzer
Alla morte di Pio XI diviene papa il suo segretario di stato Eugenio Pacelli, col nome di Pio XII. Al Vaticano continuano ad arrivare rapporti che rivelano le atrocità naziste in tutta l’Europa occupata.
Quando, il 16 ottobre 1943, i soldati nazisti rastrellano nel ghetto di Roma più di mille ebrei, il cardinale Luigi Maglione, preoccupato, convoca l’ambasciatore tedesco Ernst Weizsäcker e lo prega di salvare tutti quegli innocenti che hanno la sola colpa di appartenere ad una certa stirpe.
Come non concludere la lettura di questo libro senza riportare la risposta dell’ambasciatore? “Sono più di quattro anni che seguo e ammiro l’attitudine della Santa Sede. Essa è riuscita a guidare la barca in mezzo a scogli d’ogni genere e grandezza senza urti e, se pure ha avuto maggiore fiducia negli alleati, ha saputo mantenere un perfetto equilibrio.” Pochi giorni dopo il primo convoglio di ebrei parte per Auschwitz.

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David I. Kertzer, I papi contro gli ebrei. Il ruolo del Vaticano nell’ascesa dell’antisemitismo moderno

David Kertzer++++++++++++++++

Come si può pensare alla beatificazione di Padre Dehon sapendo che si trattava di un becero antisemita il quale  suggeriva di rinchiudere gli ebrei  nei ghetti rendendoli riconoscibili con particolari contrassegni?

Informazioni su Velia Loresi

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