Alla vigilia degli orrori

Nel corso dei diciassette anni del pontificato di Pio XI i semi dell’antisemitismo moderno cominciarono a produrre i loro frutti micidiali. Quando il papa morì, nel 1939, agli ebrei di vaste zone dell’Europa erano stati tolti di prepotenza i diritti civili che avevano ottenuto meno di un secolo prima e ora vivevano in un clima di crescente terrore, di umiliazioni e di violenze.

Ernest Jouin                                    Ernest Jouin
Tra i sostenitori più in vista dell’antisemitismo cattolico degli anni Venti vi è padre Ernest Jouin, che ha deciso di dedicare la propria vita a mettere in guardia i cattolici dalla minaccia ebraica e ha fondato la “Revue Internationale des Sociétés Secrètes”. Benedetto XV gli invia una speciale lettera di riconoscimento mentre Pio XI gli concede l’onore di un’udienza privata lodandolo per la sua lotta contro un nemico mortale.
Alcuni membri del clero cattolico, spaventati dall’ ondata di antisemitismo, fondano un’associazione “Gli amici d’ Israele” il cui obiettivo è la conversione degli ebrei al cattolicesimo. Sostengono che gli ebrei non devono più essere accusati di deicidio , ma gli inquisitori condannano duramente e sciolgono l’associazione. Ed è ancora una volta “Civiltà Cattolica” a spiegare le ragioni della Chiesa: il suo direttore Enrico Rosa scrive un articolo, “Il pericolo giudaico e gli “Amici d’Israele” in cui esamina la condanna del Sant’ Uffizio. Esiste, spiega Rosa, un salutare riconoscimento della minaccia rappresentata dagli ebrei, che la Chiesa non solo perdona ma anche adotta.

David Kertzer 1 David I. Kertzer, specialista di storia italiana e professore di Antropologia e Storia presso la Brown University di Providence (Rhode Island)
Scrive Kertzer:                                                                                                           Leggendo queste parole, che cosa possiamo dire della recente asserzione della Commissione vaticana secondo la quale la Chiesa era stata estranea al sorgere del moderno antisemitismo? O della sua affermazione che il diffondersi dell’antisemitismo negli anni Venti e Trenta si era verificato nonostante una forte opposizione da parte della Chiesa?
Il Vaticano è molto preoccupato a causa dell’ascesa del nazismo in Germania e cerca di venire a patti con Hitler.
Grande importanza fu data alla formulazione di un nuovo concordato che avrebbe fornito garanzie governative di protezione nei confronti della Chiesa e avrebbe assicurato la sua libertà di azione. L’accordo fu negoziato dal segretario di stato di Pio XI, Eugenio Pacelli, che aveva sostituito il cardinale Gasparri nel 1930 e che pochi anni più tardi sarebbe diventato pontefice col nome di Pio XII. Tuttavia, non appena il concordato fu firmato nel 1933, i nazisti cominciarono a violarlo.
Una delegazione di vescovi tedeschi si reca nel 1937 a Roma per incontrare Il segretario di stato Pacelli e il papa Pio XI. Viene pubblicata una nuova enciclica ‘Mit brennender Sorge’ (Con profonda ansia) la quale, criticando il nazismo, suscita le ire di Hitler. Padre Mario Barbera su “Civiltà Cattolica” chiede a ogni cattolico di rimuovere dal cuore, dalla lingua e dalla condotta ogni forma di antisemitismo.
Tuttavia, pochi mesi più tardi, in quel fatidico 1938, alla vigilia degli orrori della Kristallnacht in Germania e con il governo fascista che si accingeva a varare le sue “leggi razziali”, “La Civiltà Cattolica” tornò ai suoi vecchi avvertimenti.

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David I. Kertzer, I papi contro gli ebrei. Il ruolo del Vaticano nell’ascesa dell’antisemitismo.

David Kertzer

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