Orgogliosi dei propri successi

Nel gennaio 1949 il Ministero degli Esteri inglese concede agli ebrei libici di emigrare in Israele e in tre anni circa 30400 persone, superando molte difficoltà, riescono a partire. Israel Gur, soprannominato “lo zio”, elabora un efficace sistema d’emigrazione e chi esce dalla Libia può utilizzare centri di transito localizzati in Francia e in Italia. (199).
Alcuni lasciano la Libia con vari pretesti: viaggi d’affari, cure mediche, studi; altri, raggiunto il confine con la Tunisia, cercano aiuto per emigrare in Francia. Le ondate di immigrati hanno come conseguenza il raddoppiamento della popolazione in meno di cinque anni.
Per valutare il relativo successo dell’integrazione degli ebrei libici nella società israeliana, dobbiamo considerare la comunità nel paese d’origine, prima dell’arrivo in Israele. Ci sono tre elementi che sono intervenuti nel processo d’integrazione. Il primo fattore: la comunità nel corso dei secoli, ma soprattutto in età moderna sotto l’occupazione italiana, è stata capace di cambiare, adattandosi a un nuovo sistema sociale, economico e politico senza subire tutte le conseguenze della modernizzazione, dalla disintegrazione all’ anomia sociale.
Il secondo fattore: la vita comunitaria si è mantenuta ricca e varia, nonostante la povertà di gran parte della popolazione. La famiglia è rimasta un’istituzione solida e i figli rappresentavano il vanto e la maggior risorsa della famiglia allargata. Le tradizioni familiari e religiose erano rigorosamente osservate in tutte le generazioni e nella comunità in senso lato, inducendo un forte senso di solidarietà molto utile quando la comunità arrivò in Israele.
Terzo fattore: il Sionismo, che includeva molti elementi religiosi, aveva nutrito un sentimento patriottico che contribuì all’adattamento nel nuovo paese, aiutando a sopportare le difficoltà quotidiane di ordine socio-economico.

Maurice RoumaniMaurice Roumani, autore di “Ebrei di Libia”
Gli ebrei libici, mantenendo elementi della loro storia e della loro tradizione culturale e religiosa e con un passato di adattamento e un forte senso di solidarietà familiare e comunitaria, si sono integrati con successo nella nuova società israeliana e sono riusciti a penetrare in quasi tutti i settori professionali.
Il loro contributo nei settori delle costruzioni, dell’insegnamento, dello sport, dell’agricoltura, dell’allevamento, del commercio, degli autotrasporti, è notevole.

Bengasi città natale di RoumaniBengasi, città natale di Maurice Roumani
Gli ebrei libici oggi in Israele continuano ad essere un gruppo vivace, orgoglioso dei propri successi, che lavora sodo e si sente parte integrante della società.

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Maurice M. Roumani, Ebrei di Libia. Dalla coesistenza all’esodo

Informazioni su Velia Loresi

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