Ricordano con nostalgia

Nel 1932 Le leggi del sabato introdotte dal nuovo governatore della Libia Badoglio, fissano la sola domenica come giorno di chiusura delle scuole costituendo così un punto di svolta nelle relazioni tra autorità italiane e comunità ebraica.
Il 27 novembre 1935 un decreto costringe i negozianti di un quartiere di Tripoli a tenere aperte le varie attività commerciali anche il sabato. Nell’ottobre del 1942 una legge estende alla Libia i provvedimenti razziali in vigore in Italia e durante la guerra l’applicazione di queste leggi diviene sempre più rigorosa: Mussolini decide di iniziare la “campagna di sfollamento” degli ebrei libici verso i campi di detenzione in Tunisia, Algeria, Italia e, nel 1943, a Bergen-Belsen.
La crisi del Sabato, le Leggi razziali e in seguito l’internamento degli ebrei nei campi, non solo in Libia, ma anche in luoghi remoti del continente europeo, lasciarono dopo la fine del dominio italiano cicatrici perenni e l’amaro in bocca.
Molti libici lamentarono la decisione di Mussolini di entrare in guerra, un atto ritenuto irresponsabile che ebbe conseguenze dirette sulla loro vita, che giudicavano generalmente buona e piacevole per molti versi.
Fino ad oggi molti ebrei libici che vivono in Israele, dove la maggior parte della comunità ha deciso di stabilirsi, e anche in Europa o in America del Nord ricordano con nostalgia il periodo italiano.

BenvenutiLa comunità ebraica in Israele e all’estero dà il benvenuto agli ospiti libici in visita ai luoghi santi. Le nostre case sono aperte a tutti i libici. Vi auguriamo un felice anno”. (foto appartenente a M. Roumani, autore di Gli ebrei di Libia

Molti trasmettono con orgoglio ai figli la cultura e la lingua italiana, che vedono come un elemento di continuità e parte integrante della tradizione ebraica libica, ma ricordano allo stesso tempo i campi, il degrado e le umiliazioni inflitte dalle autorità e dai cittadini italiani non ebrei sia a livello individuale sia a livello collettivo.
Gli ebrei libici analogamente ricordano la libertà e il progresso del periodo italiano, ma anche la sfida del mantenimento della propria identità e cultura ebraica. È stato questo un periodo in cui il Sionismo era fiorente, ma veniva ostacolato dagli italiani quando risultava politicamente sconveniente.

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Maurice M. Roumani, Gli ebrei di Libia. Dalla coesistenza all’esodo

M Roumani

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