Tutt’altro che coerente

Undici anni dopo l’ultima visita, Mussolini si reca, nel marzo 1937, in Libia: deve inaugurare la Litoranea libica, un’autostrada che , attraversando la colonia da ovest a est per circa 1822 chilometri collega la Tunisia all’Egitto. Alla presenza del rabbino capo Lattes e del governatore della Libia Cesare Balbo, il dittatore rassicura gli ebrei di Tripoli: il governo fascista che ha emanato le leggi per le comunità ebraiche rispetterà sempre le loro tradizioni. Mussolini e il rabbino Lattes Mussolini inaugura la Litoranea libica, marzo 1937, foto dal libro “Gli ebrei di Libia” di Maurice Roumani  

Nel marzo 1937, la campagna della stampa fascista contro gli ebrei riprese con maggior intensità. Si diffusero preoccupazioni sulla crescente forza dell’antisemitismo fascista, mentre argomenti politici e religiosi contro gli ebrei furono oggetto di pubblica discussione in Italia. Tuttavia l’ 11 maggio l’ambasciata inglese a Roma informò il Foreign Office che non c’era bisogno di preoccuparsi per gli ebrei italiani e che Mussolini non aveva nessuna intenzione di aprire la caccia all’ ebreo nemmeno per garantirsi i favori della Germania. “Gli ebrei di Tripoli avevano subito cose spiacevoli, ma comunque non riteniamo che le comunità ebraiche verranno gravemente oppresse”. Tra il 1935 e il 1938 le posizioni di Mussolini sull’ antisemitismo e gli ebrei del paese si dimostrò tutt’ altro che coerente.

Nel momento in cui si impegna nell’ alleanza con la Germania, Mussolini decide , infatti, di sacrificare gli ebrei sull’ altare dell’amicizia italo-tedesca. +++++++

Maurice M. Roumani, Gli ebrei di Libia. Dalla coesistenza all’esodo M Roumani

Nota. Da questo momento in poi non frequenterò più quelle piattaforme che permettono scritti disgustosamente antisemiti

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