Sono ancora vivi

Tre anni fa, febbraio 2012, Francesco Lotoro ottiene un grande riconoscimento per il suo lavoro di anni, le sue ricerche appassionate, le ore e ore passate al pianoforte. Viene ricevuto in Parlamento, nella sala delle Colonne.
Tra i relatori ci sono Fiamma Nirenstein, vicepresidente della Commissione degli affari esteri, Franco Piperno, professore di musicologia all’università La Sapienza di Roma e Franco Bixio, presidente della casa discografica Musikstrasse e unico ad aver creduto nel progetto ‘folle’ di Francesco.
Viene intonato il Lagerue di Frida Misul e Francesco presenta l’enciclopedia.

F LotoroFrancesco Lotoro
Al tavolo dei conferenzieri tutti sono d’accordo che quel lavoro deve trovare una “casa”, un centro di ricerca più adatto di quello in via dell’Industria, dove comunque non hanno mai messo piede.
Quasi tutti gli invitati sono sono già pronti ad andarsene quando un uomo anziano dal volto glabro, con grandi occhiali di tartaruga, alza la mano. È il rabbino di Napoli, Scialom Bahbout, arrivato senza rumore durante la presentazione.
Ripete una frase in ebraico. Come un mantra. Poi la traduce con voce dolce e monocorde: “Sono morti, hanno scritto, sono ancora vivi”.

Rav Shialom Bahbout

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Thomas Saintourens, Il Maestro

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