Su quei pezzi di carta

Prima di riporre Il Maestro, un libro che così tanto mi ha fatto scoprire della Musica Concentrazionaria, non posso fare a meno di ricordare la storia del musicista Rudof Karel, nato nel 1880 a Plzeň, allievo di Antonín Dvořἀk, insegnante al conservatorio di Praga nel 1923.

 Rudolf Karel 1880 1945Rudolf Karel
Durante l’ occupazione nazista, raccoglie informazioni per i combattenti clandestini. Arrestato e rinchiuso nel carcere di Pankrἀc, compone “I tre capelli del vecchio saggio”.

Nell’ infermeria dove è stato portato a causa della dissenteria, scrive la sua musica sulla carta igienica utilizzando un pezzetto di carbone al posto della penna. Sull’ ultimo foglio è annotata la data: 16 gennaio 1945. Subito dopo inizia a scrivere un Nonetto in Sol minore.

È il guardiano della prigione, Müller, che nasconde i fogli prima di essere a sua volta arrestato. Due giorni dopo Rudolf Karel è trasferito nella fortezza di Terezin dove morirà il 6 marzo. Museo nella prigione di PankrἀcMuseo nella prigione di Pankrἀc
Qualche mese dopo la fine della guerra una ragazza si reca in visita a casa della famiglia Karel, sulla collina presso la riva occidentale della Moldava. Regge tra le mani una sacca piena di fasci di carta igienica.
Ad aprirle la porta è Ivan, figlio del compositore scomparso. Lei si presenta: “Sono la signorina Müllerova, la figlia del guardiano Müller, le ho portato gli spartiti di suo padre”. Su quei pezzi di carta, due tesori: I tre capelli del vecchio saggio e il Nonetto.
Siccome Ivan Karel non è un musicista, sottopone quegli spartiti all’ultimo discepolo di suo padre, Zbyněk Vostřák. Lui dovrebbe essere in grado di decifrare quei fogli in avanzato stato di disfacimento. Sotto il suo impulso, il 21 dicembre 1945, un’interpretazione del Nonetto viene eseguita alla radio nazionale. Ma questa versione, liberamente adattata a partire dal manoscritto, elude numerosi passaggi e ricama troppo attorno ad altri.

In seguito gli spartiti originali vengono affidati agli archivi del museo di Terezin, dove sarà impossibile consultarli senza l’accordo del figlio del compositore.
Gli anni passano. La storia delle opere scritte sulla carta igienica sprofonda nell’ oblio. Fino alla visita di Francesco Lotoro.
Siamo nel 1994. Ma è solo molti anni dopo, nel 2012, che avrà fine questa storia singolare ed emozionante.

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Thomas Saintourens, Il Maestro

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