La volontà e l’azione umana

Quando era ragazzo, a Gershom Scholem era proibito, parlando in famiglia, di utilizzare le espressioni ebraiche, che dovevano essere tradotte dall’ yiddish al tedesco: lo racconta il filosofo e sociologo polacco di origini ebraiche Zygmunt Bauman nel suo libro “Visti di uscita e biglietti di entrata”.

Gershom Scholem filosofo , morto nel 1982

Gershom Scholem
Al contrario di Scholem, Isaac Deutscher, scrittore polacco morto a Roma nel 1967, poteva frequentare la scuola pubblica solo dopo aver passato la giornata nello studio della Torà e del Talmud.

Isaac Deutscher scrittore polacco morto a Roma nel 1967

Isaac Deutscher

Nonostante questi atteggiamenti differenti nei confronti delle tradizioni ebraiche, entrambi, afferma Bauman, saranno animati nel loro cammino da un forte desiderio di rinnovamento del mondo, dalla ricerca della svolta millenaria del destino umano, il “tikkun”, il ristabilimento delle condizioni di armonia del mondo distrutto dalla perdita della scintilla divina.        L’ebraismo di Scholem di riorganizzerà attorno a quegli elementi della tradizione che la cultura dominante considera vergognose aberrazioni, superstizioni o voli della fantasia.                                                                              Con pazienza, rileggendo, sono riuscita a cogliere i concetti principali che Bauman vuole evidenziare, per esempio la differenza tra pensiero utopico e pensiero millenaristico.                                                                                                       Il pensiero utopico si ferma alla descrizione dell’ordine perfetto. Non si occupa del processo che conduce dal qui e ora al mondo superiore che si profila dall’ altra parte della storia. Il pensiero utopico può permettersi una tale omissione perché ipotizza che il mondo ideale potrà arrivare, seppure lo farà, solo se trascinato da una forza sovrumana e sovrastorica –sia essa Dio, la Ragione, o l’inesorabile marcia del Progresso.
Il pensiero millenaristico, d’altro canto, è tutto incentrato sul processo: sul viaggio piuttosto che sull’ arrivo. Il giusto ordine è il culmine del lavoro e della lotta, non diverso da ciò che conosciamo –un evento nella storia reale. Come altri eventi storici ha le sue cause e i suoi ostacoli. Pertanto è della massima importanza cosa fanno i suoi beneficiari futuri per determinarlo o per spianargli la strada.
Diversamente dal paradiso utopico, quello millenaristico (anche se preordinato da forze sovrumane) non può contare esclusivamente sull’ imperscrutabile lavoro sotterraneo di una forza sovrumana, ma piuttosto vede la volontà e l’azione umana come parte di tale forza.
Si è stabilito un collegamento tra lo stadio finale della redenzione e la contemporaneità dell’azione umana: tra il poi e l’adesso e la redenzione verrà chiamata emancipazione.
Il Messia non è la luce alla fine di un lungo tunnel ma egli era qui sempre ora o mai. Bisogna essere pronti per il suo arrivo, così come come ci si prepara per il ritorno di Elia, mettendo un bicchiere in più sulla tavola del séder di Pesach.
Il progresso scorre appena sotto la superficie delle acque apparentemente stagnanti della tradizione.

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Zygmunt Bauman, Visti di uscita e biglietti di entrata. Paradossi dell’assimilazione ebraica

Zygmunt Bauman

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