La mia identità

A tutti può accadere che, pur avendo la sensazione che nulla manchi, un giorno sorga all’ improvviso il desiderio di esplorare la propria identità, di conoscere più a fondo il passato della propria famiglia. E allora indizi, sospetti, dubbi (è tutto un caso?) spingono a procedere nella ricerca e può accadere che l’ esplorazione porti a qualcosa di terribilmente emozionante e sconvolgente, come accade allo scrittore Paul Glaser, autore del libro “Ballando ad Auschwitz. Il segreto della mia famiglia”. E tutto cambia nella nostra vita.                                                                                                                                Il giorno dopo Ria e io parlammo della festa. “Peccato che a tuo padre abbia sanguinato il naso,” osservò Ria. “Ho notato che ha incominciato mentre si parlava di sionismo e razzismo . Pensi che la conversazione possa aver influito? Il suo secondo nome è Samuel. Magari ha origini ebraiche.”
“È possibile,” dissi, “ma poco probabile. È sempre stato lui a insistere perché andassimo in chiesa. Tutti in famiglia sono cattolici e il suo primo nome è John, non Samuel. Comunque anche a me capita di perdere sangue dal naso. E poi se così fosse credo che me l’avrebbe detto.”
Ciò nonostante, indagammo più a fondo la possibilità. I genitori di mio padre erano morti da tempo e a quanto sapevamo non avevano nomi particolarmente ebraici. Il cognome da ragazza di sua madre era Philips.
“I Philips industriali non sono protestanti?” dissi. “Mio padre ha una sorella, Rosie, in Svezia, ma non so quasi niente di lei. Ricordo che è venuta a trovarci quand’ ero bambino, ma a parte questo episodio non eravamo in contatto con lei.”
I miei genitori mi avevano insegnato che era importante essere in sintonia con le persone vicine e con il contesto in cui si viveva e giocare un ruolo attivo nel proprio ambiente. Ma a dispetto della mia connaturata curiosità, l’idea di esplorare più a fondo la mia identità –e con essa il mio passato familiare- semplicemente non mi era venuta. Non avevo l’impressione che mi mancasse qualcosa.

+++++++++++

Paul Glaser, Ballando ad Auschwitz. Il segreto della mia famiglia

 Ballando ad Auschwitz

Paul Glaser, Ballando ad Auschwitz. Il segreto della mia famiglia

Informazioni su Velia Loresi

I love Israel
Questa voce è stata pubblicata in PAUL GLASER, Ballando ad Auschwitz. Il segreto della mia famiglia. Contrassegna il permalink.