Infami, male assoluto del secolo

In attesa che  “Visti di uscita e biglietti di entrata” mi giunga dalla libreria alla quale l’ho richiesto, prendo a caso un libro dalla lista di volumi che aspettano di essere letti.

È ancora un libro sulla Shoà, ma l’emozione nello sfogliare le pagine leggendo qua e là è sempre forte, la storia è quella di tanti altri sopravvissuti ma il dolore che provo leggendo le loro drammatiche vicende si rinnova ogni volta.

Mi duole che Piera Sonnino non ci sia più, mi sarebbe piaciuto conoscerla,  dirle che io,  e tanti altri, vorremmo che gli avvenimenti da lei narrati non fossero mai  accaduti. Trascrivo alcune frasi dalla prefazione di Enrico Deaglio al libro “Questo è stato. Una famiglia italiana nei lager”.

In Italia, dopo anni in cui, in tutte le maniere, i “ragazzi di Salò”, ovvero quegli italiani giovani e meno giovani che fornirono il tessuto connettivo all’ arresto e alla deportazione di circa ottomila ebrei italiani, sono stati improvvisamente condannati come “infami, male assoluto del secolo”, dal segretario di Alleanza nazionale, Gianfranco Fini, che di quel passato era stato nominato l’ultimo cultore.

 Nel frattempo, nei circa tre anni in cui il suo partito è stato al governo, zelanti giornalisti e zelanti storici si erano dati da fare per assolvere la stessa repubblica di Salò…

…un sacco di gente (quelli che preferiscono fare un lungo giro pur di non passare davanti alla Casa dello studente di Genova) sa che il passato ci mette poco a diventare contemporaneo.

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Piera Sonnino, Questo è stato. Una famiglia italiana nei lager.

Piera Sonnino

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