Col senno di poi

Paul Ginsborg nel suo libro “Famiglia Novecento”  studia attraverso un numero grandissimo di documenti la vita delle famiglie nella prima metà del secolo scorso  partendo da cinque paesi, Russia, Turchia, Italia, Spagna e Germania. Per ogni paese studia la biografia di una donna e della sua famiglia in un determinato contesto sociale e politico. Un libro straordinariamente interessante e lo sfoglio leggendo qua e là e osservando le foto numerose.  Non poteva mancare nella mia biblioteca, e, per questo angolo dello scaffale di VeliaLoresi dove ripongo  brani e passi che voglio conservare in maniera privilegiata, ho scelto il capitoletto nel quale si descrive la vita delle famiglie ebraiche nella Germania di Hitler, intitolato “Genocidio”.

Mi auguro che la sofferenza di quelle persone non venga mai dimenticata.

Donne ebree a Linz 1938

Donne ebree vengono rasate in piazza a Linz, Austria, con appeso al collo un cartello che recita: “Sono stata esclusa dalla comunità nazionale 〈Volksgemeinschaft〉”, novembre 1938   dal libro “Famiglia Novecento” di Paul Ginsborg

Gli abitanti ebrei in Germania nel 1933 erano 499682, circa lo 0,77 per cento su una popolazione totale di 65,2 milioni di individui. In molti fuggirono dal paese nei sei anni successivi, ma al settembre 1939 ne erano rimasti ancora 185000. Con il senno del poi può sembrare incredibile così tanti fossero pronti a restare, nonostante quella che oggi appare ai nostri occhi come l’imminente distruzione. Le ragioni erano molteplici: la difficoltà da parte dei figli adulti di abbandonare genitori anziani e increduli che rifiutavano di muoversi; molti ebrei tedeschi non volevano voltare le spalle al loro paese, altri erano convinti che il regime sarebbe crollato prima della fine del decennio.

Al termine degli anni Trenta il crescente impoverimento di ciò che restava delle comunità ebraiche delle grandi città rendeva la fuga difficoltosa in ogni caso.

Va anche detto che il lungo tragitto della macchina burocratica nazista rallentava tutti i processi di discriminazione.  Importanti leggi del 1933 e del 1935 avevano trasformato e distrutto il diritto di cittadinanza degli ebrei tedeschi, ma permanevano strane aree di non intervento. Ad esempio, solo nel marzo 1936 si provvide a sospendere gli assegni familiari erogati alle famiglie numerose ebree – una decisione incredibilmente tardiva; e solo nel luglio 1938 si impedì a circa tremila medici ebrei di esercitare la professione. Gli eventi subirono un’accelerazione terribile dopo la Reichskristallnacht, la Notte dei cristalli, del 9-10 novembre 1938. Tuttavia, come indica Klemperer, non fu prima dell’estate del 1941 che agli ebrei venne proibito di utilizzare i piroscafi sull’ Elba.

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Paul Ginsborg, Famiglia Novecento. Vita familiare, rivoluzione e dittature 1900-1950

1 Famiglia Novecento

 

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